Archivio Categoria: Dischi

Album recensiti

Jack Palla ‘Hard blues’

(Autoprodotto 2017) Esordio scoppiettante per questo duo di Civitavecchia, che in tre brani esprime tutta la sua sanguigna passione per il rock-blues tirato e che assesta colpi precisi e puntuali in faccia all’ascaoltatore. Il duo: chitarra-batteria parte con Queen of the dance floor, intriso di rock pulsante, tirato e vibrante e in odor di pre-stoner, […]

Matty Harris ‘Double Septet’

(pfMENTUM 2016) Scrittura singolare e contemporanea quella del multistrumentista Matty Harris. Quattro composizioni per ampio ensemble, eseguite da quattordici musicisti dell’area impro/jazz di Los Angeles. Sorta di scalmanata big band alle prese con complessità esecutive assortite e tanta voglia di scuoterci un poco. Mordono a pelle ma con un certo garbo. Nessun rattrappimento meditabondo. Un […]

Drøne ‘A Perfect Blind’

(Pomperipossa 2017) Una pulsazione, continua e ipnotica, field recordings quasi tattili in plumbea stratificazione incombente, schianto e dissolvenza. Squarcio blu, archi in fase di allungo, rintocchi e torsioni metalliche, introversioni folk da camera Constellation, schianto e dissolvenza. A girar di lato. Folate di synth modulari, onde corte, balbettanti voci nel buio in montaggio, masse elettriche […]

The Argonauts ‘Here Come The Argonauts!’

(Accretions 2016) Quattro musicisti giapponesi d’estrazione impro/experimental in libera uscita (DB, Risa Takeda, 3ch e il veterano Marcos Fernandes, chitarra/tastiere/basso/batteria), a spiattellar un crash lisergico strumentale a base di surf, garage sixties, cadenze dub e paturnie bluesy. Ritmica solida spesso piantata in quasi loop e melodiose stratificazioni in avvampo di feedback/wha-wha. Scorticati ed energici quel […]

The Keith Tippett Octet ‘The Nine Dances Of Patrick O’Gonogon’

(Discus 2016) Ispirato da temi della musica popolare irlandese, “The Nine Dance Of Patrick O’Gonogon”, è anche l’occasione per presentar il nuovo ottetto del veterano pianista/compositore inglese Keith Tippett. All’oggi, formato da ex allievi della Royal Academy Of Music’s Jazz, dal batterista/collaboratore di lunga data Peter Fairclough e dalla tromba dell’italiano London-based Fulvio Sigurtà. Un’insieme […]

Palkosceniko al Neon ‘Radice di due’

(12lineerecords 2016) Oramai consuetudine su Kathodik (almeno quattro recensioni all’attivo, a partire dal 2005), i laziali Palkosceniko al Neon proseguono testardi e tetragoni a schiumare rabbia gridata e spesso coinvolgente (l’assalto di Radice di due), circondando la voce urgente di Stefano Tarquini con un suono “crossover” (un poco di “hardcore” metallizzato, un poco di volume […]

Quentin Tolimieri ‘Piano’

(pfMENTUM 2016) Titolo semplice quanto chiarificatore, “Piano” presenta il modus operandi alla nuda tastiera del giovane Quentin Tolimieri. Il suo curriculum lascia intendere il bilanciato interesse sia per le forme improvvisate, sia per i diktat più accademici: quelli che lo vedono legato ad una certa contemporaneità di matrice minimalista, iconoclasta, scomposta. In poche parole: sembra […]

Eloisa Manera Ensemble ‘Invisible Cities’

(Aut Records 2016) Opera saettante quella della violinista/improvvisatrice/compositrice italospagnola Eloisa Manera. Che sfoggia un fresco tiro spiazzante e sbarazzino, a botte di funk ossuto, insiemi astrali in tiro Arkestra (Cities e Exchanges), polveri e serci di tradizione popolare (remiscelata in strobo spesso cubista), inneschi lunari, ciondolamenti post RIO manco fossero dei Remote Viewers (Cities e […]

Jonas Kocher ‘Plays Christian Kesten e Stefan Thut’

(Bruit 2016) Il fisarmonicista svizzero, interpreta due movimenti in solo ideati dai compositori Christian Kesten e Stefan Thut. Silenzi, osservazione delle caratteristiche strumentali, bave di suono filiformi in stratificazione controllata e differenze tonali (primo brano). Silenzi, osservazione delle caratteristiche strumentali, bave di suono filiformi, differenze tonali, leggere rientranze dell’ambiente circostante, netto il passaggio di un […]

Christian Bouchard ‘Broken Ground’

(empreintes DIGITALes 2017) Un’insieme di nitide segnalazioni elettroacustiche in statica sospensione chiaroscurale. Il paesaggio urbano di sette città, osservato mutar nel corso di dieci anni, fra decadimento, nuova bellezza e reinterpretazione. Dodici tracce, figlie dell’inclusione del compositore elettroacustico canadese, nel decennale progetto espositivo del connazionale Derek Besant. Bouchard, procede lasciando propagar nel vuoto, l’acustico ridefinito […]