Archivio Autore: Marco Carcasi

Bruno Duplant ‘Athanor’

(Dissipatio 2026) Secondo incontro fra la label di Pietrasanta e il compositore francese Bruno Duplant (il precedente era “Nocturne Incertain” del 2022 in compagnia di Julien Héraud). “Athanor”, per organo ed azione elettroacustica (con il supporto della connazionale Golem Mécanique a trattar un Hurdy Gurdy), è potentissimo movimento in tre atti, tutto un procedere con […]

Setola Di Maiale Records – Una serie di uscite setolari che erano rimaste intrappolate nel sottobosco della casa.

Una serie di uscite setolari che erano rimaste intrappolate nel sottobosco della casa. Patrizia Oliva / Francesco Costa / Stefano Giust ‘Cromosoma’ (Setola Di Maiale 2025) Registrato in unica soluzione presso lo Studio Salotto Setolare di Pordenone, “Cromosoma”, è atto impro che viaggia ricco di strumentazione (oltre al consueto percussioni/fiati/voce, si passa dai richiami per […]

Paolo Sanna / Andrea Sanna ‘Kumo’

(Frenetic Magic Sounds 2026) Nastrino bello in edizione limitata sul crinale del nulla (20 copie). Per percussioni, oggetti, synth e sampler. Fra il vuoto e un cigolare insistito, spaziature di gong, sbuffi, abrasioni (non eccessive), fasi di trattenimento, impuntature dronanti in cortocircuito e figure ritmiche non devote all’Occidente. Composizioni istantanee in dilatazione temporale quanto basta […]

Luca Collivasone ‘La Civiltà Del Silenzio’

(Furry Heart 2025) Ci arriviamo tardi ma ci arriviamo, che poi in questo liquidume di presente, cosa è il tempo che scorre? “Annotazioni Da Quaderni Musicali 2016-2024”, sottotitolo questo del sottotitolo bello grosso stampato poco più sopra, “Rinunciare Al Controllo, Vivere”. Tutto per Cacophonator (insieme concreto/rumorista fatto in casa di legno, metallo, corde, tubi ed […]

MSMiroslaw ‘Liquid Strings (Spiritual Music For Digital Devices)’

(Trasponsonic 2026) Sei movimenti fra il classico e il sacrale, realizzati con programmi acustico/emulativi su vecchi smartphone prossimi allo sfascio. Corde in tumulto dei sensi (che nel caso, includono silicio e terre rare). Non quello che propriamente attendi da casa Trasponsonic e dal percorso solista di MSMiroslaw, eppure eppure, brani come, Toccata e Fuga Per […]

dTHEd ‘Voyage’

(Stochastic Resonance 2025) Mettiamola in questa maniera, ci siamo dati un nuovo alfabeto e nuove parole che includono simboli grafici, nuovi stilosi codici di condotta, numeri e tabelline non servono più, abbiamo sette dita su una mano e tre nell’altra, il pianeta d’origine è dimenticato e quello d’arrivo è stato lasciato in direzione di luci […]

La Furnasetta ‘Something Wicked This Way Comes’

(Masked Dead Records 2025) Il precedente “Infernot”, era album ricco di soluzioni ed elevato impatto (in accoppiata notte/macchina gustoso non poco). “Something Wicked This Way Comes” al contrario, si fissa statico e carogna. Il collettivo post-industrial, avevo avuto la fortuna di beccarmelo dal vivo e, quel che mi aveva affascinato, era il numero 0 concessioni […]

Sokushinbutsu Project ‘Libera Nos Domine’

(Industrial Olocaust Recordings 2025) Il concetto di Requiem (l’accompagno del fedele nell’aldilà), si perde nel primo cristianesimo. Massimo Mascheroni (in ODRZ) ed Enrico Ponzoni, fra synths/sampler/Ronin/voce/chitarra elettrica e sfiati autoprodotti, ne danno una versione contemporanea. Estratti originali, spazi cupo/solenni in sfrigolio e tempeste trattenute. A mezza strada fra abisso ed ascensione, evitando in scioltezza le […]

Le tre ultime uscite per l’ottima label toscana Dissipatio. Buon ascolto profondo.

    Pareidolia ‘Far Away Worlds’ (Dissipatio 2025) La statunitense Liz Allbee e l’italiana a Berlino Marta Zapparoli, organizzano un bel viaggio tra frequenze elettromagnetiche catturate in ogni dove, elettronica e strumentazione homemade. Entrambe propense a pratiche impro e composizione istantanea, in “Far Away Worlds”, rilasciano cinque fascinosi ed ectoplasmatici numeri, che avvolgono e convincono […]

Adriano Zanni ‘Estratti Di Giorni Cupi’

(Boring Machines 2025) Il suono e l’immagine o l’immagine e il suono. Difficile a dirsi nell’opera di Adriano Zanni. Una costante oramai, una necessità quasi fisica per l’autore. Foto invernali, scattate fra il 2015 e il 2017, l’analogico e il digitale, Ravenna e quel che intorno c’è. In auto, guidando, pioggia e nebbie, precarietà e […]