Daniele Brusaschetto ‘Dichotomous’

(WormHoleDeath 2026)

Dalle maggiori asciuttezze di “Paturnie” son trascorsi trent’anni e una notevole torre di produzioni, che di solito, da noi come altrove, si traduce in un, quasi definitivo silenzio stremato o, spesso alla bella e meglio, un gentile e introverso rattrappimento domestico/addomesticato in attesa del finale.
Apprezzar non posso (spero anche tu), il rilancio con annesso salto dalla scogliera, compiuto da qualche album a questa parte dal Brusaschetto.
Riesco solo a vederne la scia dice, e intanto corre con veloci zampette nel più fitto del bosco (Non so cosa dico, non so cosa scrivo, ho un carattere isolazionista, diciamo schivo, non esco mai, odio la gente, mi viene l’orticaria se penso agli assembramenti, levo le tende, ma dai, vi amo tutti, lo sapete, andiamo a fare la fila al bancone del bar, non avete sete? Offro io, tranquilli, sono un signore).
Alto verso il cielo, in cerca di deflagrazione come un fuoco d’artificio che per istante tutto illumina di noi ancorati a terra, bocche aperte, denti e pelli sudate, un’ultima istantanea Polaroid, da ritrovare appesa fra cento anni, consunta e schizzata di sangue su di un frigo in una cucina devastata (finalmente), da orde di zombie.
Di fredda osservazione da entomologo che sorride di fronte agli infiniti combattimenti concentrati in un centimetro quadrato.
La più alta onda anomala mai registrata fu in Alaska nel 1958, alta 524 metri travolse ogni cosa e ridisegnò il paesaggio di Lituya Bay.
Immagina, di esser seduto con le gambe penzoloni nel vuoto e un sorriso di ringraziamento che t’allarga la faccia per la bellezza che ti si para di fronte, veloce in arrivo.
Farai quel che devi, urlerai, urlerai, urlerai.
E poi di nuovo, ringrazierai, prima del silenzio che tutto avvolge.

Voto: 8/10

Daniele Brusaschetto Bandcamp Page