(Accretions 2016) Ryan Choi è compositore, improvvisatore, multistrumentista. Prestazioni policromatiche quelle che fuoriescono dalle mani di questo giovane musicista delle Haway alla sua prima uscita, il cui pallino è non tanto destrutturare, ma piuttosto disturbare la tonalità madre, originaria del suo ukulele baritono mediante una preparazione particolare e delle stuzzicherie elettroniche, piuttosto ardue da recepire […]
Archivio Tag: Improvvisazione minimale
(Room40 2016) C’è il canto della terra non calpestata e dell’acqua che scorre in solitudine, sempre e per sempre. La voce di pietre che rotolano una sull’altra sollevando sbuffi di polvere in assenza di sguardi, il crepitar del fuoco che il fulmine accende e il soffio del vento che l’alimenta. In lontananza ben visibile, la […]
(Azoth 2016) Particelle rilucenti (di stridore da cinema per l’orecchio) in quasi immobile sospensione. Un collasso oltre lo strappo, della cruda materia esposta nel precedente “Asymmetric Warfare”. Un flusso ambientale affilato e stratificato “Ghost System”, che trae origine da riflessioni sul rapporto tempo/memoria. Organizzato come sorta di “Discreet Music” e personale omaggio al compositore americano […]
(Bruit 2016) Un creativo laminatoio di trame e grovigli acustici ripreso dal vivo nel 2013 ad Atene. Fisarmonica (lo svizzero Jonas Kocher), sax soprano e violino (i greci Ilan Manouach e Dimitri Papageorgiou), a scorrazzar liberamente in un panorama sonoro istantaneo. Introversioni a rasentar classicismi da compressione estrema, silenzi brulicanti di gesti su corpi strumento, […]
(Sub Rosa 2015) I belgi Kosmose, attivi fra il 1973 e il 1978, erano band di libera espansione strumentale (con un pre fine sessanta come SIC e un post della stessa sigla sul principio degli ottanta fra impro e new wave). Praticamente sconosciuti e senza incisioni a loro nome, si muovevano lungo brutali coordinate free. […]
(Old Bicycle Records 2015) Split numero 12 per la serie “Tape Crash”. Di giro fra Canada (Christoff) e Olanda (Jan Kees Helms – Post Mortem). Sei brani per il primo, tra field recordings, gocce di piano e qualche arpeggio meditabondo, a dir ambient non si sbaglia, di quella chiaroscurale, con lo sguardo che vaga fra […]
(Autoproduzione 2015) Titolo pasoliniano per il progetto performativo dell’artista Marco Fagotti, ovvero un “farsi” improvvisat(iv)o di parole e musica, prendendo spunto dalle sollecitazioni della platea che assiste e partecipa alla “azione comunicativa”. Il musicista osimano, già tra i fondatori della “net-label no-copyright” Anomolo e anima del (buon) gruppo post-punk Luxluna (“Io ricordo tutto” del 2004), […]
(Luscinia Discos 2015) Opera di stratificazione e manipolazione “Inextricable”, di osservazione ambientale e cambi di prospettiva. Di materia concreta della quale resta una traccia e del suo sviluppo/strapazzo. Fattori come l’urto della memoria c’entrano eccome. Tra sgranature digitali e distese di sibili/silenzi, sullo sfondo un tintinnio (all’apparenza) vetroso. L’arte della registrazione di campo, del trattamento […]
(Unfathomless 2015) L’ambiente sonoro del Porto Turistico Internazionale di Chiavari (Genova) catturato tramite uno Zoom. Ad ispirar quest’uscita (la ventiseiesima) per il progetto/label Unfathomless (edizioni limitate di riflessioni sonore, circa lo spirito dei luoghi e il loro riverbero interiore), ci entra l’arte della passeggiata, l’urto del vento, una citazione ebraica dalla Genesi tratta da un […]
(Apparizione 2015) Chitarra preparata, oggetti, microfoni e ritagli d’audio cinematografico (in questo caso Skolimowski ed Antonioni). L’azione del milanese Stefano De Ponti d’altronde, in veste solista o di gruppo, è sempre stata fortemente caratterizzata da un intender l’organizzazione dei suoni come vero e proprio cinema per l’orecchio. Fatto di tratti radi, spesso plumbei, che si […]










