Marco Ferrazza ‘Inextricable’

(Luscinia Discos 2015)

Opera di stratificazione e manipolazione “Inextricable”,
di osservazione ambientale e cambi di prospettiva.
Di materia
concreta della quale resta una traccia e del suo
sviluppo/strapazzo.
Fattori come l’urto della memoria c’entrano
eccome.
Tra sgranature digitali e distese di sibili/silenzi, sullo
sfondo un tintinnio (all’apparenza) vetroso.
L’arte della
registrazione di campo, del trattamento concreto e dell’intervento
rimodellante.
Con visione contemporanea e ricerca dell’evento
inatteso.
Una sequela di piani in lenta sovrapposizione
stridente/cangiante.
Ricordi, luoghi, visioni e azioni che perdono
il loro gancio temporale e si collocano in un nuovo spazio altro (non
casuale e ben strutturato).
Che poi l’effetto conclusivo, sia
quello di una piacevole risacca metallica o l’urto muto di particelle
nello spazio, non dispiace affatto.

Voto: 7

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