Archivio Autore: Gianni Zen

Olivier Di Placido, Fritz Welch ‘Hammering Nails by Hand’

(Toxo Records 2021) Cosa si ascolta nel lavoro di Olivier di Placido (chitarra elettrica) e Fritz Welch ((batteria, percussioni e microfoni a contatto)? Un eterno ritorno dell’uguale, un tempo scandito da suoni che ritornano identici a se stessi a più riprese, dando luogo a ripetizioni che sovrappongono il tactus al tempo di cronometro. Non c’è […]

Sammartano ‘Waterfront. Canto 29’

(Canti Magnetici 2021) C’è chi dice che la musica cristallizza, o riflette, lo spirito del tempo. C’è anche chi dice che la musica aiuti a comprendere e a superare, dialetticamente, le contraddizioni del proprio tempo. Non c’è bisogno, per costoro, che la musica sia civilmente o politicamente schierata: la composizione è riflessione in sé, in […]

Muni ‘Soma’

(Backwards 2020) I Muni, nuova creatura di Nicola Caleffi (Julie’s Haircut). il quale ha chiamato attorno a sé Laura Storchi (anch’ella nei JH), Claudio Luppi e Pierluigi Lanzillotta già insieme nei Pip Carter Lighter Maker, presentano il loro lavoro ‘Soma’ – dal sanscrito (il nettare sacro per il culto vedico), non dal greco. La musica […]

ĀraṇyakAƔnoiantAḥkaraṇA ‘ĀraṇyakAƔnoiantAḥkaraṇA’

(Family Sounds Records 2020) Ciò che segue non è la recensione di un disco, non è la recensione di brani, non parla di musicisti né di case discografiche. In questo caso non si può: non perché non ci siano questi ingredienti, ma perché il mix non restituisce un prodotto che si acquista, si ascolta e […]

Konstrukt & Otomo Yoshihide ‘Eastern Saga: Live at Tusk’

(Karl Records 2020) Ci sono dei turchi che incontrano un giapponese. Senza eccedere nel determinismo culturale o, peggio, nazionale, penso che iniziare la recensione in questa maniera restituisca già molto del gusto di questo lavoro, che non è altro che la registrazione di un live al festival di Tusk del 2018. Ciò che sorprende, ma […]

German Army ‘Animals Remember Human’

(Artetra 2020) Composto come una serie di vignette che si affacciano su un mondo sempre più antropico, il lavoro di German Army rende omaggio a un’estetica lo-fi fedele ai nastri e a quella cultura. Esce originariamente su cassetta, infatti: e il suono è fatto di microsolchi, e le tracce sono overdub magnetici di situazioni musicali […]

Rainbow Island ‘Illmatrix’

(Artetra 2020) Quale migliore risveglio dalla quarantena? Il distanziamento sociale, lo stringersi nei caldi affetti famigliari, la quiete casalinga e il vuoto pneumatico fuori…trovano la nemesi perfetta in questo disco, in realtà uscito prima che un affarino tondo con le punte a forma di corona segnasse per sempre la storia mondiale. Se i leggendari laboratori […]

Trapper Keaper ‘Trapper Keaper Meets Tim Berne & Aurora Nealand’

(Caligola 2019) Il duo formato dal batterista Marcello Benetti e da William Thompson IV alla tastiera e all’elettronica, si arricchisce di protagonisti della nuova avanguardia free come Tim Berne e Aurora Nealand, rispettivamente al sax alto e al sax tenore (e accordion). Eppure sembra che i 4 suonino da molto assieme: tale è la capacità […]

Törst & Canecapovolto ‘In France’

(Törst 2019) Granulare pulito, lisergico ma bianco, il lavoro a 4 mani (molte di più…) di Törst & Canecapovolto è un concept album di cui, all’ascolto, fa sentire la mancanza della resa visiva. I suoni ipnotici, i rumori bianchi, perfino le belle melodie della chitarra di John Crosby in this sensation was strong o del […]

Be My Delay ‘Bloom Into Night’

(Boring Machines 2019) Be My Delay, nom de plume di Marcella Riccardi, si è ricavata negli anni uno spazio all’interno della scena alternativa italiana: questo spazio sta al suo lavoro in una proporzione sempre riconoscibile, sempre coerente. Proprio questa misura è la bellezza di ‘Bloom Into Night’: estremamente misurato, sobrio, sì notturno ma allo stesso […]