Archivio Tag: Martin Archer

Julie Tippetts & Martin Archer “Illusion”

(Discus Records 2022) Lavoro ampio e rigorosamente eterogeneo questo”Illusion” firmato dalla vocalist free Julie Tippets e dal multistrumentista tuttofare Martin Archer, non nuovi a collaborazioni spalla a spalla. Un album doppio che prende ispirazione dal mondo del circo e dagli ambienti ad esso connessi, come possono essere i colorati scenari di un luna park. Suddiviso […]

Ron Caines, Martin Archer AXIS ‘Port of Saints’

(Discus Music 2022) Quanto alla classifica del mio personale gradimento, che comunque conta relativamente, l’album si colloca in mezzo rispetto al primo lavoro del trio ‘Les Oiseaux de Matisse’ (2019), che mi aveva entusiasmato, e al secondo, ‘Dream Feather’ (2020) che, invece, mi aveva deluso. Al progetto, oltre a Ron Caines (sassofoni e composizioni) e […]

Archer, Bardon, Shaw ‘See You Soon Or See You Sometime’

(Discus Music 2022) Qualche annotazione scritta, qualche partitura grafica e le idee emergenti dall’interazione improvvisativa. Questi gli ingredienti principali della musica del trio formato da Martin Archer ai sassofoni, Michael Bardon al contrabbasso e al violoncello e Walt Shaw a batteria e percussioni. Il disco è convincente. Le 6 tracce propongono un sound tra il […]

Das Rad ‘Laik Tors’

(Discus 2021) Il trio già lo conosciamo ed è sicuramente ben assortito: Martin Archer ai sax; Nick Robinson alle chitarre; Steve Dinsdale alla batteria. E tutti si cimentano anche con l’elettronica e le tastiera, com’è d’uso al giorno d’oggi. Il post-progressive(a-volte-anche-aggressive)-electric-jazz che ci propongono è certamente una delle tendenze importanti della musica d’avanguardia contemporanea, soprattutto […]

Carla Diratz & The Archers of Sorrow ‘The Scale’

(Discus Music 2021) La cantante francese Carla Diratz (descritta da Robert Wyatt come “the soulful Ms Diratz”) pubblica l’album ‘The Scale’, svelando all’ascoltatore un set che dispiega un’interessante varietà di stili canori, dal brano rock al set improvvisativo, all’elettronica all’improvvisazione “stilosa”, alla canzone moderna con rimandi “faithfulliani”. La Diratz canta le canzoni in inglese, francese […]

Inclusion Principle ‘the 4, the 8, the 10’

(Discus-Music 2021) È sicuramente vero: più facile dire quali strumenti Martin Archer ed Hervé Perez non suonano che elencare quelli che suonano: sassofoni e altri fiati, sintetizzatori, organo, piamo elettrico, percussioni, elettronica, sintetizzatori e software. Ed è anche sicuramente vero che il mélange di musica proposta in questo nuovo album del duo, attivo da diversi […]

Das Rad ‘Qul Na Qar / Alysum’

(Discus 2020) Il trio britannico formato da Nick Robinson (chitarre, tastiera, elettronica), Martin Archer (legni, tastiere, basso elettrico, elettronica) e Steve Dinsdale (batteria, tastiere, elettronica) esce con questo interessante breve disco – due brani/suites da circa 7 minuti l’uno – che propone un impro-progressive rock strumentale in stile Sheffield. Ricco di atmosfere psycho-lounge, suoni allettanti […]

Orchestra of the Upper Atmosphere ‘Ɵ5’

(Discus 2020) Emergendo dal magma di uno stridore faticoso e incoativo (Obsidian (Overture)) la musica dell’orchestra capitanata dal fondatore e factotum della Discus Martin Archer propone una suite progressive complessa, basata su una pulsazione rilassata, estesa, articolata che si ispessisce per strati cumulativi, aprendosi a tratti in distese melodiche e offrendo diversi episodi dal sapore […]

Bo Meson & Martin Archer ‘288/Babel’

  (Discus Music 2020) Un caso tipico di disco parlato. Una voce monotona, anzi monotóna, quasi meccanica, e metallica, senz’altro tetra e impietosa, ossessiva, arcana e assolutamente distopica narra. Narra e recita su basi musicali nebulose, anch’esse statiche. Il tutto mi ricorda un po’ i film di fantascienza anni ’70, quelli in cui il 2020 […]

de tian ‘transcriptome’

(Discus Music 2020) Lasciamo stare il titolo “trascrittoma”: il termine che indica il catalogo di geni espressi in una singola cellula. Quello che conta è il sound dell’album. Inquieto e inquietante, sinistro, a volte torbido ed eppure pulsante, ambient e sciamanico. A tratti insistente elettro-acustic sound. A tratti techno (una techno rivisitata, re-enacted, ritmicamente smontata […]