Intervista con Erik Honoré del Festival norvegese Punkt

Decimo appuntamento della serie di interviste a direttori artistici di Festival che si approcciano alla Musica in maniera caratterizzante e molto interessante, provando a dare un loro punto di vista peculiare sul panorama contemporaneo. Prima: Paolo Francesco Visci, direttore artistico dell’IndieRocket Festival, Pescara (qui). Seconda: Marek Lukasik, direttore artistico del Lars Rock Fest, Chiusi (SI), (qui). Terza: Massimo Simonini direttore artistico dell’AngelicA Fest, Bologna (qui). Quarta: Lucia Ronchetti, al tempo dell’intervista direttore artistico del 67° Festival Internazionale di Musica Contemporanea Micro-Music, Biennale di Venezia (qui). Quinta: Alessandro Gambo direttore artistico del festival Jazz is Dead!, Torino (qui). Sesta: Chris Angiolini, direttore artistico del Beaches Brew Festival, Marina di Ravenna (qui). Settima, Alessandro Luzi, direttore artistico del Festival Mount Echò, Montecosaro (qui). Ottava: Luca Benni, direttore artistico del Festival Italian Party, Montone (PG) (qui) Nona: Crew di Holydays Festival, Scopoli (PG) (qui).

Oggi mi sposto “virtualmente” in Norvegia, a Kristiansand per intervistare Erik Honoré del Punkt Festival. Ho scoperto il festival navigando nella rete, mi ha subito interessato per la proposta e per l’approccio alla musica, tra sperimentale e contemporanea, e ho subito pensato ad una possibile intervista per Kathodik. Grazie ad Erik Honoré ho potuto conoscere la storia, il presente e il futuro del Punkt Festival.

Qui trovate la traduzione inglese

Iniziamo dall’origine, come è nata l’idea del Punkt Festival?

Punkt è stato fondato a Kristiansand nel 2005 dai musicisti e produttori Jan Bang ed Erik Honoré. L’idea originale era quella di remixare i concerti, eseguendo una reinterpretazione improvvisata subito dopo il concerto originale. Questo è diventato il concetto del Live Remix, che rimane il cuore di Punkt. Il festival è stato concepito sia come laboratorio che come luogo di incontro per musicisti che lavorano al confine tra improvvisazione, elettronica e sound art.

Erik Honoré – photo Alf Solbakken

Come è strutturata attualmente l’organizzazione del Festival? Quante persone ci lavorano? Quanti volontari?

Punkt è un piccolo festival curato da un team di professionisti, con Jan Bang ed Erik Honoré come direttori artistici. Con noi c’è uno staff di produzione dedicato e un gruppo di volontari che durante i giorni del festival forniscono assistenza nella gestione del palco, nella cura degli artisti e nel supporto tecnico.

Jan Bang- by Alf Solbakken

Quando iniziate a pensare e programmare al cartellone del festival?

La programmazione è un processo che dura tutto l’anno. Le idee e le conversazioni con gli artisti iniziano con largo anticipo e, all’inizio dell’estate, la line-up è solitamente confermata. I curatori vedono il programma come un dialogo continuo piuttosto che un evento annuale.

PUNKT Festival 2025

Come viene effettuata la selezione degli artisti e artiste?

La maggior parte degli artisti viene invitata piuttosto che selezionata tramite candidature aperte, anche se quest’ultima modalità è comunque prevista. La selezione si basa sulla risonanza artistica con l’estetica di Punkt, un mix di musica sperimentale, elettronica, ambient e improvvisata. I curatori cercano musicisti curiosi di esplorare i processi e i suoni, spesso affiancandoli a remixer per creare nuove costellazioni. Nel corso degli anni, Punkt ha anche invitato curatori ospiti come Brian Eno, David Sylvian e David Toop, che hanno portato le loro prospettive e le loro reti di contatti.

PUNKT Festival 2025 KUNSTSILO

Su quali generi musicali vi siete e continuate ad orientarvi?

Il festival è incentrato sulla musica avventurosa e trasversale rispetto ai generi. Le sue radici affondano nella musica improvvisata e nell’elettronica, ma abbraccia anche il pop alternativo, la composizione contemporanea e la sound art. Le pratiche acustiche ed elettroniche sono trattate allo stesso modo e il programma include spesso artisti che spaziano tra performance dal vivo, produzioni in studio e installazioni.

PUNKT Festival 2025 KUNSTSILO

Come è strutturato il Punkt Seminar?

Il Punkt Seminar si svolge parallelamente ai concerti ed è curato da David Toop. Riunisce artisti, scrittori e studiosi per conferenze, presentazioni e performance che esplorano l’ascolto, la memoria e la sound art. Il seminario è uno spazio di riflessione, una controparte più tranquilla dei concerti, ed è sviluppato in collaborazione con il centro di ricerca CreaTeME dell’Università di Agder. Si svolge solitamente durante il giorno ed è aperto sia ai professionisti che al pubblico.

PUNKT Festival 2025 TEATERET

Come è strutturato il Live Remix Workshop?

Il Live Remix Workshop è un programma educativo incentrato sulla pratica, organizzato in collaborazione con CreaTeME. Introduce i partecipanti alla filosofia e alla pratica del Punkt Live Remix attraverso:
– Sessioni tecniche, in cui vengono illustrati i metodi e gli strumenti di remix;
– Discussioni estetiche, in cui i partecipanti esplorano come il remix possa essere un atto di composizione e interpretazione;
– Sessioni di esecuzione collaborativa, che consentono ai partecipanti di esibirsi ed essere remixati in tempo reale.
Il workshop offre ai giovani musicisti e produttori un accesso diretto al team Punkt e all’ambiente del festival.

PUNKT Festival 2024

Volgendo uno sguardo indietro, quali sono state secondo voi le edizioni del Punkt! Festival più caratterizzanti?

Diverse edizioni si distinguono dalle altre. Quella del 2012, quando Brian Eno è stato curatore ospite e ha persino eseguito un Live Remix, è spesso citata come una pietra miliare, un momento in cui il concetto di Punkt si è è posto all’attenzione internazionale. Anche altre edizioni con Jon Hassell, Gavin Bryars, David Sylvian e Laurie Anderson hanno contribuito a plasmare l’identità del festival. Molti di questi artisti incarnavano lo spirito di esplorazione sonora che Punkt sostiene.

PUNKT Festival 2023

Quelle con un maggior riscontro di pubblico?

Alcuni anni hanno attirato un’attenzione eccezionale, in particolare l’edizione del ventesimo anniversario nel 2024 e collaborazioni di alto profilo come l’apparizione di Eno nel 2012 o il programma di Anderson nel 2014. La risposta del pubblico tende ad essere più forte quando il programma combina nomi familiari con il carattere sperimentale che contraddistingue il festival.

PUNKT Festival 2022 (1-3 September)

Usate i social per promuovere e documentare il festival? Se sì quali preferite? Li ritenete strumenti necessari per aiutare a conoscere il Festival?

Sì. Punkt è attivo su Facebook, Instagram e YouTube e pubblica anche registrazioni tramite la label Punkt Editions su Bandcamp. I social media fungono sia da canale di comunicazione che da archivio, un modo per condividere immagini, brevi esibizioni e l’atmosfera del festival con il pubblico di tutto il mondo. Il team considera queste piattaforme essenziali per mantenere la comunità internazionale del festival.

PUNKT Festival 2021

Come viene recepito il Festival dallo Stato Norvegese? Siete radicati sul territorio?

Punkt è profondamente radicato nel panorama culturale di Kristiansand ed è riconosciuto a livello nazionale come uno dei festival musicali più innovativi della Norvegia. Collabora strettamente con istituzioni locali quali Kunstsilo, Teateret e l’Università di Agder e riceve sostegno culturale a livello regionale e nazionale. Sebbene abbia una portata internazionale, Punkt ha mantenuto un forte senso di appartenenza al territorio e contribuisce attivamente all’identità artistica della città.

PUNKT Festival 2020

Una riflessione, il festival fa parte o ha fatto parte di network nazionali e internazionali?

Sì. Punkt è membro dell’Europe Jazz Network (EJN) e vanta collaborazioni di lunga data con istituzioni accademiche e culturali. A livello internazionale, il concept di Punkt ha fatto tappa in più di 30 città, tra cui Londra, Parigi, Tallinn, Francoforte, Düsseldorf e Mannheim, dove artisti locali collaborano con il team di Punkt in concerti Live Remix. Questo formato itinerante ha contribuito a creare un’ampia rete creativa piuttosto che un franchise formale di festival.

Backstage Punkt 2011 – Photo Alf Solbakken

Dal presente al futuro prossimo venturo: state già ragionando sui nomi per la prossima edizione?

Sempre. La pianificazione è continua e alcuni nomi sono già stati confermati per Punkt 2026, ma devono ancora essere annunciati. Il processo di scoperta non si ferma mai: ogni edizione nasce naturalmente da quella precedente.

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