Intervista con Luciano Gaglio della I, Voidhanger Records

Nuova tappa della mio veleggiare “spideristico-musicale” in questo affascinante universo di suoni e visioni che ci circonda e ci accompagna in ogni nostra quotidiana peregrinazione. L’approdo di questa puntata è nell’Italia del Sud, presso le lande della I, Voidhanger Records, label dedita ad approfondire le varie e complesse sfaccettature della musica metal, con attenzione particolare alla poetica degli artisti trattati. Sono “incappato” in questa label grazie alla scoperta di una band molto interessante, i Neptunian Maximalism, di cui ho recensito qualche anno fa un loro album ‘Éons’ (qui). La curiosità per questa label mi ha accompagnato in questi anni sottotraccia, fino a riemergere prepotentemente con l’acquisto di un altro album dei Neptunian Maximalism ‘Le Sacre Du Soleil Invaincu’, di cui spero di trovare termpo per parlarne su Kathodik. Ricaduto quindi nelle “maglie sonore” della I,Voidhanger, ho pensato di contattarli per proporre loro un’intervista. Anche in questo caso alle mie domande ha risposto con la massima disponibilità Luciano Gaglio, che si è prestato a parlare della storia, della quotidianità e del futuro della I, Voidhanger Records. A voi la lettura.

Midnight Odyssey ‘Biolume Part 2 – The Golden Orb’

Quando, dove e come è nata l’idea di fondare la I, Voidhanger Records ?

La label è nata nel 2009, nell’Italia del Sud, con l’obiettivo di dare spazio a giovani talenti dell’underground metal d’avanguardia e sperimentale, o comunque fuori da schemi consolidati. Essendo un ascoltatore onnivoro, ho sempre preferito ascoltare metal aperto alle contaminazioni con altri generi, cosa che ritengo essenziale per l’evoluzione del genere. È qualcosa che d’altronde il metal ha sempre avuto nel proprio DNA, dato che molti musicisti che hanno contribuito alla nascita o alla definizione dei suoi vari sottogeneri sono stati tra coloro che lo hanno anche proposto con formule sperimentali.

Dionysiaque ‘Diogonos’

Su che genere musicale vi siete orientati? E perché?

Principalmente siamo orientati verso black metal, death metal e progressive metal, in tutte le loro sfaccettature. Ma abbiamo pubblicato anche dischi di musica da camera (Luup), di solo piano (Goatcraft) o basati esclusivamente su strumenti atipici come flauto e contrabbasso (Inhumankind), purché la musica e le tematiche trattate avessero sempre un legame col metal. Più in generale, pubblico quello che più mi piace, così da ricreare un microcosmo di stili e generi che ascolto.

Luup ‘Canticles Of The Holy Scythe’

La vostra proposta musicale è cambiata negli anni?

Non direi che sia cambiata, ma sicuramente si è affinata nel corso del tempo. Le premesse di base sono sempre le stesse, ma oggi la label opera con maggiore consapevolezza e maturità, cosa che contribuisce a rafforzare la propria identità in seno alla scena.

Goatcraft ‘The Blasphemer’

Le vostre produzioni sono in formato Cd, vinile, digitale. Quale formato secondo voi riesce ad esprimere meglio la vostra filosofia di Musica?

I supporti fisici sono i formati che più ci piacciono, senza una netta prevalenza tra CD e vinile. Il formato digitale, indubbiamente più comodo, non mi è particolarmente gradito. Avrò sempre una predilezione per l’oggetto “disco”, che posso stringere tra le mani ed esporre su uno scaffale. Anche per questo la cura che dedichiamo agli artwork di copertina e al packaging è massima, un nostro vero punto di forza.

Inhumankind ‘Self-Deification’

Cosa ne pensate delle coproduzioni tra label discografiche?

Solitamente non vado matto per le coproduzioni, che sono spesso difficili da gestire perché ogni label ha i suoi tempi e i suoi modi di operare. Ma ammetto che, in momenti di crisi come questi, dividere certe spese può essere una soluzione. Le poche coproduzioni che abbiamo portato avanti riguardano etichette discografiche con cui condividiamo la stessa visione del metal.

Swords Of Dis ‘Melencolia’

Che ne pensate dei social per promuovere la conoscenza e l’ascolto della musica della vostra label? Siete attivi sui social?

Siamo attivi su Facebook e Instagram. I social sono molto importanti, ci permettono di raggiungere una grande fetta di pubblico e di riceverne il feedback praticamente in tempo reale. Inoltre, il fatto che il pubblico possa interloquire direttamente con le label e con le band contribuisce a rafforzare il suo senso di appartenenza alla scena e ad alimentarne la passione.

Serpent Ascending ‘The Enigma Unsettled’

Come vedete la promozione e la diffusione della musica che proponete?

Farsi notare è sempre più difficile, perché ogni anno le webzine sono inondate da migliaia di promo e proposte. È evidente che non c’è materialmente il tempo di ascoltare e assimilare tutto con la dovuta attenzione, e una label che propone cose di nicchia non ha certo vita facile. Allo stesso tempo, ci viene riconosciuta una forte identità stilistica e anche per questo c’è sicuramente un pubblico metal “evoluto” che ci segue assiduamente.

Ôros Kaù ‘Imperii Templum Aries’

Possibili progetti futuri come un libro che racconti la storia della label?

Il racconto migliore della nostra storia lo fanno già le nostre uscite (ci avviciniamo a quota 300). Non ci sono molti libri sulla storia di etichette discografiche, e quei pochi che ci sono riguardano label ben più importanti e seminali di I, Voidhanger Records, anche se sono orgoglioso dello spazio che la label si è ritagliata.

Fleshvessel ‘Obstinacy: Sisyphean Dreams Unfolded’

Chiusa dell’intervista: le prossime uscite in cantiere?

Ne abbiamo parecchie, come sempre. Innanzitutto, uno split LP che coinvolge alcune nostre band storiche (Midnight Odyssey, Swords Of Dis, Ôros Kaù, Serpent Ascending) dedicato al mito di Gilgamesh, con testi che sono l’esatta traduzione inglese di quelli originali. Poi ci sarà spazio per il ritorno dei doomsters francesi Dionysiaque e di un paio di band italiane, Bekor Qilish e Lorn; e ancora live album di Neptunian Maximalism e Midnight Odyssey, e nuovi lavori di Esoctrilihum, Sarmat e Thanatotherion, tra gli altri.

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