Lucrecia Dalt ‘A Danger to Ourselves’

(RVNG IntI 2025)

Tra le altre cose (pensiamo) compagna di vita di David Sylvian, che co-produce l’album e ci co-canta pure, nella iniziale Cosa rara, la non novizia espatriata colombiana Lucrecia Dalt costruisce ora un nuovo disco di legno e di indubbio pregio, tra cantautorato jazz/blues e fumosa elettronica (Hasta el final). Vari ospiti: l’affine Juana Molina è presente in The Common Reader, Camille Mandoki in Caes. L’aspetto “avant”, sicuramente negli album passati maggiormente presente, si percepisce nei fondali elettronici inconsueti (No Death No Danger), ché la struttura dei brani (molti in spagnolo) è solidamente classica (Amorcito caradura, Agüita con sal) e stringata. La sola Stelliformia supera i cinque minuti di durata. La Dalt cantante si muove con competenza (acèphale) e garbo apparente (el exceso según cs).
In sintesi: durevole, dopotutto.

Voto: 7/10

Lucretia Dalt Bandcamp Page

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