Intervista a Maria Maddalena Novati, Presidente dell’Associazione NoMus

Nuovo appuntamento alla scoperta delle realtà attive nella conoscenza, promozione e condivisione degli incredibili e multiformi aspetti della Musica che innerva la nostra esistenza. Questo in particolare è una sorta di crocevia tra varie interviste su argomenti cari a Kathodik. Nel senso che l’intervista a Maria Maddalena Novati, Presidente dell’Associazione NoMus di Milano, è il crocevia per la serie dedicata a chi si occupa di promuovere un discorso approfondito di critica musicale nell’editoria italiana e internazionale, di cui l’ultima in ordine di tempo, la numero 12, è quella a Eugenio Monti, della Tsunami Edizioni (qui), perché la NoMus pubblica interessanti saggi di approfondimento su autori importanti della Musica Contemporanea italiana. È il crocevia per la serie di interviste a direttori, gestori di musei e collezionisti accaniti del “caro e vecchio” Rock, e della Musica tutta, di cui l’ultima in ordine di tempo, la numero 9, è quella ad Andrea Dozi, responsabile della Fonoteca Trotta di Perugia (qui), perché la NoMus ha creato il progetto NDA – NoMus Digital Archive per la fruizione digitale delle collezioni conservate in Associazione. È il crocevia per la serie dedicata alla scoperta di Centri di ricerca, Musei, Studi di registrazione, Fiere di settore, dove si studia e si pratica la musica elettronica in tutte le sue forme, di cui l’ultima in ordine di tempo, la numero 19, è quella a Marcelo M. Wanderley, Direttore del CIRMMT, Centre for Interdisciplinary Research in Music Media and Technology della McGill University, Montreal, Canada (qui), perché NoMus porta avanti il lavoro di valorizzazione e diffusione dello Studio di Fonologia della Rai di Milano.

Ho scoperto la NoMus navigando in rete, e ho subto pensato alla possibilità di saperne di più su questa interessante realtà. Grazie alla disponibilità di Maria Maddalena Novati ho potuto togliermi la curiosità e conoscere in maniera approfondita la storia, la quotidianità, il futuro dell’Associazione NoMus. Come sempre a voi la lettura.

Come e perché nasce l’Associazione NoMus?

NoMus nasce a Milano nel 2013 come centro studi e ricerche dedicato alla musica del ’900 e contemporanea. L’idea fondativa è mettere al centro gli archivi musicali: tutelarli, studiarli, renderli fruibili e trasformarli in conoscenza condivisa. La forma associativa consente a ricercatori, musicisti e istituzioni di convergere su progetti comuni, con un approccio scientifico ma aperto alla divulgazione.
Accanto alla ricerca e alla catalogazione, NoMus svolge un lavoro costante di recupero e messa in sicurezza degli archivi sonori e audiovisivi. Disponiamo di apparecchiature rare e specifiche per il riversamento, che ci consentono di salvare documenti di grande valore storico oggi difficilmente riproducibili, data la scarsità delle macchine, il progressivo rarefarsi delle competenze e la fragilità dei supporti.
Fin dall’inizio, NoMus ha intrecciato tre linee di lavoro: ricerca d’archivio e digitalizzazione; attività espositive e concertistiche; un’articolata produzione editoriale che valorizza documenti, partiture e testimonianze. L’obiettivo è fare da ponte tra memoria e futuro, affinché i patrimoni del Novecento possano parlare a studiosi, studenti e pubblico curioso.

Maddalena Novati: Ph. @lucaludovico.ph

Come nasce la collana editoriale “I Libri di NoMus”?

La collana “I Libri di NoMus” nasce dall’incontro con l’editore Die Schachtel e dall’esigenza di dare forma editoriale stabile ai percorsi di ricerca condotti su fondi e archivi custoditi dall’Associazione. I titoli sono pensati come monografie critico‑documentarie: offrono saggi, apparati iconografici e, quando opportuno, allegati audio che provengono direttamente dai materiali d’archivio.
Il catalogo si è consolidato negli anni con volumi dedicati a figure rappresentative del Novecento musicale italiano (fra cui Luciano Chailly, Riccardo Malipiero, Armando Gentilucci, Angelo Paccagnini, Sylvano Bussotti, Gino Marinuzzi Jr.). Ogni libro dialoga con attività pubbliche — mostre, concerti, giornate di studio — così da creare una filiera virtuosa tra archivi, ricerca e divulgazione.

Come vengono selezionati i titoli da pubblicare?

La selezione parte dai fondi custoditi o studiati da NoMus: privilegiamo temi e autori per i quali esistano materiali documentari significativi e possibilità di offrire un contributo nuovo alla ricerca. Valutiamo l’interesse scientifico, la disponibilità di inediti, la qualità delle fonti e l’opportunità di collegare il volume a un programma di iniziative pubbliche.


I progetti editoriali nascono spesso in collaborazione con curatori e studiosi che lavorano sui fondi: questo consente di integrare prospettiva storica, analisi musicale e apparati archivistici (testi, fotografie, lettere, bozzetti, registrazioni). L’obiettivo è pubblicare libri utili agli studiosi e, al contempo, accessibili a un pubblico più ampio.

Raccolta fondi, tiratura, promozione e distribuzione per un titolo che si sceglie di pubblicare (in sintesi)?

Il sostegno arriva da una combinazione di fonti: contributi istituzionali (bandi e progetti culturali), donazioni e 5×1000, oltre a campagne dedicate per progetti specifici (come il Catalogo dei Nastri di Fonologia). Le tirature sono calibrate sul target dei singoli titoli e sui canali di diffusione previsti.
La promozione integra strumenti tradizionali e digitali: presentazioni, rassegne, newsletter, sito web e canali social. La distribuzione avviene on‑line tramite l’editore e i partner, nonché direttamente durante eventi e presentazioni. Per i progetti più “di ricerca” privilegiamo una comunicazione mirata verso università, conservatori, biblioteche ed enti culturali.

Quali generi preferite trattare? Vi muoverete su altri generi?

Il baricentro resta il Novecento e il contemporaneo, con attenzione particolare ai linguaggi di confine: musica elettronica e di ricerca, sperimentazione, rapporti con le arti visive, il teatro musicale e i media. La prospettiva è storica e insieme curatoriale: non solo raccontare gli autori, ma restituire i loro ecosistemi creativi. L’apertura a “nuovi generi” non è intesa come spostamento del focus, bensì come ampliamento degli sguardi: progetti che mettano in relazione partitura, suono registrato, performance, grafica e design sonoro — nella convinzione che il Novecento non sia un recinto, ma un prisma da cui leggere il presente.

Pensate sia possibile la coproduzione tra editori per pubblicazioni selezionate, come avviene tra microlabel nella musica?

La coproduzione è parte integrante del nostro metodo di lavoro. La collana “I Libri di NoMus” è co‑edita con Die Schachtel; a seconda dei progetti collaboriamo con istituzioni, archivi e case editrici per garantire qualità scientifica, cura editoriale e una distribuzione efficace.
Questa logica di rete vale anche oltre i libri: molte pubblicazioni si legano a mostre, convegni, cicli di ascolto o cofanetti audio, così da valorizzare in modo coerente i materiali d’archivio e raggiungere pubblici diversi.

In che cosa consiste il NDA – NoMus Digital Archive?

Il NoMus Digital Archive (NDA) è la piattaforma che rende navigabili on‑line archivi e collezioni depositati presso NoMus. Non è un semplice repertorio di schede: propone percorsi tematici (per esempio Futurismo, Studio di Fonologia della RAI, Fondo Bussotti) e integra testi, immagini, audio, video e partiture, restituendo il contesto storico‑artistico dei materiali.
L’obiettivo è duplice: offrire a studiosi e operatori strumenti affidabili di consultazione, e al tempo stesso creare narrazioni accessibili per chi si avvicina alla musica del XX e XXI secolo. In questo senso, NDA è un “museo sonoro” diffuso, pensato per crescere e aggiornarsi con nuovi fondi, descrizioni e contenuti multimediali.

In che cosa consiste il progetto «Il Catalogo dei Nastri di Fonologia»?

È un progetto di ricerca e valorizzazione dedicato ai nastri dello Studio di Fonologia Musicale della RAI di Milano (1955–1983), vero crocevia della musica elettronica italiana. Il lavoro prevede la catalogazione scientifica dei supporti, l’incrocio con carteggi e documentazione tecnica, e la restituzione editoriale e divulgativa dei risultati.
Il progetto ha una ricaduta concreta su più piani: la pubblicazione di un volume di catalogo per LIM Libreria Musicale Italiana, l’uso didattico e curatoriale dei materiali in mostre, giornate di studio e contenuti digitali. In questo modo un patrimonio sonoro complesso diventa finalmente accessibile e raccontabile a pubblici diversi.

Idee e progetti per il futuro?

Vogliamo consolidare il doppio binario editoriale‑digitale: ampliare i percorsi del NoMus Digital Archive, proseguire la collana “I Libri di NoMus” e sviluppare progetti speciali legati agli anniversari e ai fondi in arrivo. Un’attenzione particolare sarà rivolta allo Studio di Fonologia, alle figure femminili nella musica elettronica e alle pratiche interdisciplinari che uniscono suono, immagine e parola.


Al centro resterà la missione che ci guida dal 2013: custodire, studiare e condividere il patrimonio della musica del Novecento e contemporanea, trasformandolo in conoscenza viva e in nuove opportunità di ascolto. E la catalogazione in SBN di tutti i materiali di NoMus.

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