Intervista con la band italiana Cloud Canyons

Come ho scritto nella recensione del bell’album ‘Body Wisdom’, la band Cloud Canyons mi ha piacevolmente folgorato con la sua musica, e ho ritenuto necessario contattarla per saperne di più su questo interessante alchimia di musica e voci. Con la massima disponibilità, Nicola, Laura, Michelle si sono prestati a raccontare la storia e la filosofia dietro al progetto Cloud Canyons. Ora a voi la scoperta di questa interessantissima realtà musicale nostrana, leggetene e soprattutto ascoltatene!!!

Quando e dove nasce il progetto Cloud Canyons?

Nicola: Il progetto è nato tra Sassuolo, Montecchio e Reggio Emilia nel 2022, quasi per caso: stavo lavorando ad alcuni brani strumentali di musica elettronica quando ho chiesto a Laura, Stella e Michelle di completarli con le loro voci e i loro testi.
Michelle: Nicola ha voluto nel progetto un tipo di energia precisa: ha invitato tre cantanti di Mâtilde, il collettivo di musiciste e attiviste femministe, nato nel 2017 a Reggio Emilia, del quale facciamo parte io, Laura e Stella. Un progetto potente e di impatto, basti pensare che spesso abbiamo suonato i nostri inediti live in oltre 20 musiciste contemporaneamente sul palco.

Da che ascolti proviene ognuno di voi?

Nicola: Per quanto mi riguarda, molte cose diverse, e anche molto diverse tra loro, troppe da menzionare!
Laura: Quest’anno ho riscoperto artisti ed artiste che non avevo approfondito abbastanza, mea culpa, cito Yo La Tengo e Nico.
Michelle: Anche i miei ascolti sono sempre stati molto vari, con particolare interesse però allo strumento voce declinato in mille modi, dal mio amato soul, molto rock, alla sperimentazione più estrema nella musica contemporanea.

Come nascono i brani e di conseguenza gli album?

Nicola: Io mio occupo della parte musicale, Laura, Stella e Michelle scrivono i testi, le melodie vocali e cantano. In una prima fase lavoriamo a distanza scambiandoci tracce e idee, poi quando i brani sono strutturati ci troviamo in studio insieme per dargli una forma definitiva.
Michelle: La musica creata da Nicola ci viene affidata singolarmente, con fiducia, c’è molta libertà e il risultato è qualcosa che percepisco come naturale conseguenza della nostra densità reciproca, è energia che si incontra e si unisce. Seppur apparentemente distanti, questa nuova opera mi ha reso ancora più consapevole che l’alleanza che ci lega va ben oltre la comunicazione e la condivisione verbale, è una connessione profonda più legata al sentire che alla logica, davvero molto speciale. Quando Nicola mi consegna un pezzo e il suo istinto gli suggerisce il titolo di quel brano, spesso sento che “ha a che fare con me, con le mie parole, le mie melodie” e ogni volta, nella restituzione, questo sentire si manifesta.

Cloud Canyons ‘Dreaming Of Horses Running In Circles’

Come è nata la collaborazione con la label tedesca Berliner Tonaufnahmen?

Nicola: Nella primavera del 2023 ho inviato le tracce che avevamo completato a diverse etichette in giro per il mondo. Dalla Germania ha risposto la Berliner Tonaufnahmen che da allora ci ha sempre supportato con entusiasmo: con noi hanno pubblicato due album e un singolo. Sono una piccola realtà di persone molto appassionate, ancora legate a una dimensione analogica e umana della produzione musicale.
Michelle: La collaborazione con la Berliner Tonaufnahmen è davvero preziosa, una grande opportunità umana e artistica.

Come viene recepita in patria e all’estero la musica che proponete?

Nicola: Con grande entusiasmo, in questi pochi anni di attività sono arrivati riscontri molto belli e affettuosi.
Laura: All’estero apprezzo vedere nel pubblico diverse generazioni, tutti insieme, per la musica. A Berlino è stato entusiasmante chiacchierare dopo il concerto con appassionati di musica, che apprezzano anche cose fuori dall’ordinario, come i nostri rituali sul palco.
Michelle: All’estero sembrano esserci più porte aperte.

Cloud Canyons ‘Body Wisdom’

Notizia dell’ultima ora: Jarvis Cocker’s Someday Service su BBC Radio 6 Music e il vostro brano Under Neon Stars.

Nicola: Nell’estate del 2025 Jarvis Cocker ci ha invitato a suonare al festival Tramlines a Sheffield, la città natale dei Pulp. E qualche giorno fa ha trasmesso un nostro brano, Under Neon Stars, nel suo programma domenicale sulla BBC. E’ ovviamente un grandissimo onore per noi, Jarvis è un artista che ammiriamo, una persona intelligente e acuta e un performer straordinario.
Michelle: L’esperienza al festival Tramlines è stata fantastica, i festival inglesi hanno una marcia in più. L’ascolto musicale in Inghilterra mi sembra più elastico, te ne accorgi condividendo il palco con altri artisti a questi festival ma anche semplicemente ascoltando le proposte musicali in giro per locali. Il livello dei musicisti e la qualità delle idee non per forza è “migliore” rispetto all’Italia, conosco anche qui tantissimi ottimi musicisti con idee molto creative e allora ti chiedi: che possibilità avremmo avuto in Inghilterra?

Prechiusura dell’intervista: ascolti quotidiani?

Nicola: Anche qui tante cose diverse, tra le più recenti ti posso citare un disco di Jessica Roch, ‘Human Music: Live Improvisations I’.

Chiusura dell’intervista: progetti per l’immediato futuro?

Nicola: Per questo inverno abbiamo già programmato alcuni concerti, altri sono in fase di definizione.
Michelle: Suoneremo anche a Capodanno, speriamo ci porti fortuna e molte date nel 2027!

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