Archivio Tag: Cuneiform Records

Intervista con il trombettista, multistrumentista, compositore e improvvisatore Wadada Leo Smith

Wadada Leo Smith è una delle figure chiave della musica jazz e contemporanea americana. Trombettista, multistrumentista, compositore, e improvvisatore, con le sue produzioni ha lasciato e continua a lasciare un segno importante nel campo della musica creativa. E’ stato membro della storica AACM (Association for the Advancement of Creative Musicians), associazione nata negli anni ‘60 […]

Interview with the trumpeter, multi-instrumentalist, composer, and improviser Wadada Leo Smith

Wadada Leo Smith is among the key figures in American jazz and contemporary music. Trumpeter, multi-instrumentalist, composer, and improviser, with his works he has left, and he is still tracing, an important mark in creative music. He was a member of the historical AACM (Association for the Advancement of Creative Musicians), an association founded in […]

Thumbscrew ‘Never is enough’

(Cuneiform Records 2021) Tomas Fujiwara (batteria), Mary Halvorson (chitarraelettrica) e Michael Formanek (contrabbasso e basso elettrico) suonano una musica caratterizzata dal sound graffiante della chitarra, il vigore delle corde del basso e la leggerezza dinamica dei ritmi della batteria. Suona scarna ma il groove è sempre presente: un jazz libero dai suoi standard, non esente […]

Thumbscrew ‘Theirs’

(Cuneiform Records 2018) Rispetto all’album ‘Ours’, contenente brani originali composti dai membri del trio Thumbscrew – Tomas Fujiwara (batteria), Mary Halvorson (chitarra) e Michael Formanek (basso) – ‘Theirs’ esplora, se possibile, una varietà ancora maggiore di moods, presentando dieci cover di brani firmati da grandi nomi (non solo del panorama jazz). Di gran gusto l’evanescente […]

Thumbscrew ‘Ours’

(Cuneiform Records 2018) Due album, ‘Our’ e ‘Theirs’, per il trio composto da Tomas Fujiwara (batteria), Mary Halvorson (chitarra) e Michael Formanek (basso). I ‘nostri’ e i ‘loro’ sono rispettivamente i pezzi composti dai componenti del gruppo (primo cd) e le cover di brani firmati da musicisti di diversa provenienza, dal jazz statunitense alla musica […]

The Microscopic Septet ‘Been up so long it looks like down to me’

(Cuneiform Records 2017) Più che un ‘microscopico settetto’, quella guidata da Phillip Johnston e Joel Forrester è una piccola grande orchestra: quattro sax, piano, contrabbasso e batteria che corrono a testa bassa nel flusso allegro (ma, a dire il vero, per nulla confuso) di uno swing d’altri tempi. Cat Toys, brano scritto come colonna sonora […]

Richard Pinhas – Barry Cleveland ‘Mu’

(Cuneiform Records 2016) Non c’è dubbio che il livello dei musicisti coinvolti in questo disco sia molto alto. A completare il quartetto dei due leader Richard Pinhas (chitarre, elettronica) e Barry Cleveland (chitarre, sitar) sono Michael Manring (basso) e Celso Alberti (percussioni). Una band di tutto rispetto, dunque, i cui componenti hanno attraversato i generi […]

São Paulo Underground ‘Cantos Invisíveis’

(Cuneiform Records 2016) Per gli e le amanti delle definizioni e delle etichette, forse potremmo chiamare World-Post-Jazz elettronico il genere musicale cui dà vita questo progetto del São Paulo Underground, banda internazionale composta da quattro polistrumentisti, compositori e improvvisatori notevoli per la loro creatività: Rob Mazurek, Mauricio Takara,Guilherme Granado e Thomas Rohrer. Una musica intensa […]

Wadada Leo Smith ‘America’s National Parks’

(Cuneiforms Records 2016) Questo esaltante album doppio presenta un lavoro che possiamo definire geografico: un viaggio musicale tra i parchi naturali americani, e non solo (il primo brano, per es., s’intitola New Orleans: The National Culture Park USA 1718: un omaggio al ruolo culturale della capitale della Louisiana, gravemente colpita dall’uragano Katrina nel 2005). I […]

Richard Pinhas, Tatsuya Yoshida, Masami Akita ‘Process and Reality’

(Cuneiform Records 2016) La premessa obbligatoria è che chi scrive, di certo per suo demerito, non comprende a pieno le gioie dell’industrial e del noise; motivo per cui la sostanziale estraneità non facilita il giudizio. D’altra parte, un ascolto ‘vergine’ avrebbe dalla sua parte altri vantaggi e potrebbe scoprire elementi d’interesse che altrimenti passerebbero sotto […]