Marco Ferrazza ‘Aura’

(Zappak 2025)

Field recordings, concretismi e trasfigurazione post, questo quel che offre l’opera di Marco Ferrazza.
“Aura”, è una raccolta di composizioni presentate nel tempo in vari festival (Buenos Aires 2022 per, Airplane And Other Useful Outdoor Stuff, Colonia 2024 per, Gate Tale, Belfast 2024 per, Relative Present) e due movimenti inediti (Aura / Campo Meccanico).
L’ambito, è quello di un’elettroacustica che lavora i suoni naturali (registrati in Corsica, Sardegna e Spagna), per sovrapposizioni delicate e trattamenti elettronici che non infrangono la matrice, mantenendo sempre un collegamento con il suono sorgente.
Materiche manipolazioni e granulosità digitali appaion in rapido passaggio, nuvole che non intaccano la quiete.
Paesaggi in apparenza conosciuti dei quali non si troverà mai il filo del dove e come, un clacson che passa, qualcuno che parla, un leggero rumor di metalli in rotolamento.
Ci si perde e nel frattempo ti avvolge.
Consigliato.

Voto: 8/10

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