Christopher Dell ‘Das Arbeitende Konzert/The Working Concert’

(edition niehler weft 2025)

Il disco presenta la musica tipicamente caratteristica dello stile della Echtzeitmusik berlinese contemporanea: una musica d’improvvisazione in cui generi diversi si fondano esorbitando da definizioni chiare e distinte dei parametri musicali tradizionali (armonia, melodia, ritmo) per lasciar spazio ai timbri e alle texture sonore.
Sin dall’inizio (Revision IX Formblock 01) si palesa il carattere performativo-concettuale dell’album. Si tratta, infatti, di una fitta conversazione contrappuntistica che genera un’atmosfera che alterna scambi vivaci a momenti più atmosferici, caratterizzati da un senso di attesa e sospensione. I ruoli tra i protagonisti variano: per esempio la tromba (Pascal Kiever) è in primo piano per larghi tratti di questa prima traccia, con vibrafono (Christopher Dell), clarinetto (Stefan Karl Schmid), arpa (Kathrin Pechlof), violoncello (Elisabeth Coudoux), flauti (Evelin Degen) e violino (Anna Neubert) a ricamare trame di suoni che crescono d’intensità per poi aprire, verso la metà del brano, a una dilatazione-rallentamento temporale in cui anche lo squillare della tromba è attratto verso il magma fluido delle altre parti. Tranne, spesso, il contributo della tromba (ma altrove questo ruolo-guida, questo comportamento esibito, da protagonista, è intrapreso o almeno conteso – magari proprio in dialogo con la tromba – da altri strumenti, come il violino in Revision IX Noem), l’incedere è spesso tentativo, come se le risposte che i diversi strumenti si offrono reciprocamente fossero espressione di dubbio, piuttosto che di certezze, manifestazione di sospetti e indizi, invece che di convinzioni.
Forse è questo l’esito di un concerto-istallazione (registrato nell’agosto del 2022, ma che continua un progetto attivo ormai da più di un decennio) che si definisce “al lavoro” (working, arbeitende), per mostrare esemplarmente – attraverso un’opera in costruzione – le condizioni e convenzioni estetico-sociali dell’istituzione “concerto”. L’idea di arte è concepita da Christopher Dell (che non è solo un grandissimo vibrafonista e improvvisatore , ma anche un fine studioso delle pratiche e delle teorie musicali – e più in generale artistiche) come rappresentazione di sé stessa: qui il punto è il ripensamento delle condizioni sociali e culturali delle nozioni stesse di composizione e performance, appunto destrutturate attraverso l’interplay improvvisativo.

Voto: 8/10

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