Emiliano D’Auria ‘The Baggage Room Vol. 2’

(Via Veneto Jazz 2025)

Tra le migliori cose dell’anno mettiamo quest’album del pianista Eimiliano D’Auria, ancora con il suo quintetto internazionale insieme a Philip Dizack alla tromba, Dayna Stephens al sax tenore, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Kush Abadey alla batteria, registrato a Monaco di Baviera e missato a New York.
The baggage room è la stanza in cui gli immigrati che passavano da Ellis Island lasciavano i loro bagagli prima di essere accettati o meno in USA, una realtà che ha lasciato una profonda impressione nel pianista, autore di composizioni molto interessanti e ispirate che affondano le loro radici nel mare magnum del modern mainstream, a contatto con il quintetto di Miles Davis con Wayne Shorter, atmosfere indimenticabili che qui trovano una loro logica continuazione, coinvolgenti per come avvolgono emozionalmente l’ascoltatore.
Gli assoli dei due fiati, il perfetto lavoro della ritmica senza nessuna sbavatura, senza momenti a vuoto, fanno di questo album un appuntamento importante per il leader, arrivato ad un ottimo livello, in grado di guidare il gruppo attraverso le sue composizioi con mano sicura e di creare atmosfere che lasciano il segno.
Bel disco, compatto, si ascolta d’un fiato lasciando la voglia di farlo ripartire di nuovo, ad ogni nuovo ascolto si scopre qualcosa di nuovo, il particolare che ne fa qualcosa di speciale.

Voto 9/10

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