
(Aut Records 2025)
Già protagonista, in diverse formazioni, di precedenti uscite discografiche per la Aut Records – la più recenti delle quali, “Rifugi”, è stata recensita nelle pagine “kathodike” –, il percussionista e compositore bergamasco Filippo Sala fa il suo esordio solistico per la rinomata etichetta berlinese con un interessante EP intitolato “Tribù”. Il lavoro si articola in otto tracce, alcune piuttosto brevi, che fungono quasi da intermezzi sonori tra i brani di maggiore spessore e durata (“Tribù”, “Gancio”, “Donvai”). Il fascino della musica di “Tribù” sta a mio avviso nel suo galleggiare tra dimensioni apparentemente opposte – arcaico e moderno, ancestrale e futuristico -, che Sala riesce a far dialogare intervallando e mescolando passaggi ritmici tribali con ambienti sonori elettronici, ora algidi e distanti, ora fluttuanti e avvolgenti. La miscela timbrica di batteria, percussioni, zither (una cetra da tavolo) elettrico e sintetizzatori – tutti suonati da Sala – è ovviamente parte essenziale di tale singolare visione musicale. Il brano conclusivo, “Donvai”, è il più accattivante, giocato su un tema che fa subito breccia nell’ascoltatore, per poi essere inglobato nei consueti ingranaggi ritmici ed elettronici imbastiti dall’autore. L’episodio a mio avviso più riuscito di un lavoro senz’altro intrigante, e su cui credo – e spero – l’autore potrà poggiare le basi per un ulteriore, auspicabile capitolo delle sue sperimentazioni solistiche.
Voto: 7/10
