
(Four Flies Records 2025)
Ben lungi dall’essere un capolavoro (ma anche dall’essere un buon film… e lasciamo perdere per esempio e per favore il termine “iconico”, molto meglio), la pellicola “Nude per l’assassino” del (dis)onesto artigiano Andrea Bianchi è comunque indicativa di un periodo (ancora) rigoglioso del cinema italiano, sia per quantità che (anche) per qualità, soprattutto e nel caso per un comparto attoriale femminile (Edvige Fenech, Femi Benussi, Erna Schurer…) di vistoso pregio (estetico). La colonna sonora del film, opera del contrabbassista jazz Berto Pisano e del compositore Elsio Mancuso (compositori molto attivi in quegli anni nel mutevole sottobosco cinematrografaro del Belpaese), egualmente, fin dalla prima traccia/title-track – con in bella mostra la tromba di Oscar Valdambrini – avviluppa voluttuosamente atmosfere immaginifiche; Edda Dall’Orso impazza in Fotomodelle. In fondo è questo L’Atelier dei Misteri, questo il motivo per cui la Follia Omicida ci rapisce e ci inquieta, veramente: Le Tenere Braccia della Morte ci accalappiano come un Morricone minore e minimo, Occhi senza sguardo è ancora Edda Dall’Orso. Poi, è vero, ci sono diversi “riempitivi” e “strapuntini”: a mero titolo di esempio, una Occhi senza sguardo (Voce e Organo), la versione inglese della title track, Fotomodelle (Studio Fotografico), Le Tenere Braccia della Morte # 2, ecc., ecc.
Una raccolta tutto sommato buona, anche se un poco prolissa.
Voto: 6,5/10
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