Cowards + CUT at Jesi, SCA TNT, 31 gennaio 2025

Mai stati così caldi i giorni della merla a Jesi. Ad alzare la temperatura venerdì 31 gennaio ci hanno pensato gli ottimi Cowards e gli indispensabili CUT allo SCA TNT.

Cowards – photo by Vittorio Lannnutti

I primi a salire sul palco sono stati i Cowards, trio, per due terzi recanatese e per un terzo anconetano, quest’ultimo è Michele Prosperi, batterista che ha suonato con molti gruppi tra i quali gli indimenticabili Jesus Franco and The Drogas. I Cowards ci hanno deliziato per una buona mezz’ora con una manciata di brani tratti dal loro esordio “God Hartes Cowards”, con il loro post-punk, cacofonico che vira abbondantemente verso il noise-shoegaze martellante, essenziale che va dritto al punto senza fronzoli. I loro brani sono compatti e ben strutturati precisi e serrati, con tanto di grattugiate noise. Se di tanto in tanto si permettono qualche svisata, tornano abbastanza velocemente nei ranghi dello shoegaze. Nel loro set c’è spazio anche per qualche momento di ballad-noise, vibrante e per sprazzi di rock’n’roll circolare esplosivo.

The Cut – photo by Vittorio Lannutti

I bolognesi CUT hanno instaurato con il pubblico jesino un certo feeling, dato che sono venuti in città almeno cinque volte. I loro concerti hanno il sapore di una rimpatriata tra amici, il trio bolognese, inoltre, ha rimesso i piedi su un palco dopo sette mesi, per cui era palpabile la loro gran voglia di tornare a suonare dal vivo. Sono stati, infatti, generosissimi, esprimendosi in modo frizzante, caloroso ed estremamente coinvolgente, con Carlo Masu, che diverse volte è scesa in mezzo al pubblico con la chitarra, cantando e suonando e nel finale ha addirittura trascinato buona parte del pubblico sul palco. Nel pubblico è sceso anche Ferruccio Quercetti, coinvolgendo anche lui il pubblico, ma con meno carica, soltanto perché era reduce da un ricovero ospedaliero.
Il trio si è esibito per circa un’ora e mezza, attingendo a tutta la loro discografia, saltando dalle più recenti They Got Beat e You Killed Me First alle travolgenti e più in là nel tempo Annihilation road e Torture e passando per la carica e inarrestabile Sweet Words.

In scaletta c’è spazio anche per la cover Trouble degli MC5, oltre ad altre perle come The Light.
Sarò sempre grato ad Alessio Compagnucci per aver aiutato la Caps&Tuna Promotion, che aveva originariamente programmato il concerto ad Ancona, saltato per problematiche del locale che doveva ospitare le band, a portare in città i CUT, e agli stessi bolognesi, perché resistono alle mode, alla globalizzazione, alle mode e soprattutto alla fine degli altri gruppi della scena garage-punk-blues. Loro resistono, per cui sono indispensabili, perché sudano, cantano, sono con e per il pubblico nella maniera più verace, che è quella dell’origine del rock’n’roll e del punk, perché sono sinceri nel loro divertirsi e travolgere il pubblico, in altre parole incarnano l’essenza del rock. Assistere ad un concerto dei CUT fa bene al cuore di ogni amante del rock, perché ci si sente parte della comunità della musica più genuina e sincera!