Paolo Tarsi ‘Unnatural_Self’

(Anitya Records, 2024)

Atmosfere molto particolari, ora estatiche, ora cupe e misteriose, con un sound che ricorda il rock elettronico d’autore degli anni ’80, un centellinato studio dei suoni utilizzati, davvero ricercati e raffinati e testi profondi e meditati. Sono questi gli ingredienti principali del nuovo lavoro di Paolo Tarsi, eclettico compositore e strumentista marchigiano. Tutte le musiche ed i testi sono scritti da Paolo Tarsi, e l’album possiede il valore aggiunto delle collaborazioni di spicco degli interpreti delle canzoni: Blaine L. Reininger (Tuxedomoon), John Helliwell (Pink Floyd, Supertramp) e Malcolm Holmes (OMD – Orchestral Manoeuvres In The Dark). Queste le parole dell’autore circa la gestazione ed il periodo che hanno ispirato questo album: «Il periodo pandemico ha coinciso per me con un momento di forte riflessione in cui ho cercato di capire che cosa sia davvero a non farci respirare […] Allo stesso tempo c’era il Covid e le costrizioni legate alla pandemia. Dopo quel lavoro intitolato “I Can’t Breathe” ho sentito la necessità di ampliare il mio messaggio, ho così iniziato a scrivere personalmente oltre le musiche anche i testi delle mie canzoni per mettere maggiormente a fuoco la realtà che mi circondava». I testi delle canzoni sono, in effetti, interessantissimi e ben scritti, parole che trattano di distopia, dei pericoli dell’era dei computer, della spersonalizzazione, (l’artista si chiede: Human, I’m human – All too human, too human – Or am I?). Parlano di paradisi artificiali (In this artificial eden – Unfinished people – And wars – At the speed of light) o di corpi elettrici, di città futuristiche e mondi distopici (I’m a seashell – In artificial land – You’re the capsule -From submerged city), ecc. ecc. Un lavoro davvero ben realizzato, ben curato, ed altrettanto ben concepito, una autobiografia delle emozioni. Un’opera ispirata e profonda nella ricercatezza della sua concezione e organicità della sua costruzione. Un Paolo Tarsi, forse meno sperimentale degli altri album, ma davvero ispirato e di grande profondità intellettuale. Un album, infine, da assaporare lentamente, da ascoltare e riascoltare più volte, per entrare nella “seashell” del mondo musicale di Tarsi.

Voto: 9/10

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