(Emi 2003) Sofferto e attesissimo settimo album (dopo ben quattro anni dall’ultimo album) rimasto orfano, durante la gestazione, di uno dei suoi padri (Graham Coxon ha lasciato il gruppo dopo aver registrato negli studi di Londra la sua parte). Finito di produrre tra il Marocco e il Devon con la collaborazione di Fatboy Slim, del […]
Archivio Categoria: Dischi
Album recensiti
(Heart Core/Wide 2002) Nuova prova per due “vecchi” della scena reggae e ragamuffin italiana. Quarta uscita sulla lunga durata per Il Generale, specie di bibbia vocale che da venti anni suona e risuona per lo stivale, passato dal punk della band con cui esordì gli I Refuse It! Iniziatore del ragamuffin italiano con il primo […]
(Leaf/Wide 2003) Seconda prova per Manitoba, figura elettronica pronta a spiccare il volo nel panorama elettronico internazionale. Dalla gavetta al Sonar di Barcellona, passando per il premio come disco elettronico canadese dell’anno con il precedente “Start Breaking My Heart”, fino ad arrivare a questa prova. L’artista questa volta ha ampliato la strumentazione e ampliato e […]
(Wagram 2002) I Brad vedono la luce dieci anni orsono, progetto guidato dal vagabondo cantante e autore Shawn Smith, (vagabondo perché presente in diversi progetti dai Satchel ai Pigeonhed e a lavori solisti) circondato da illustri amici, primo tra i quali Stone Gossard, spina dorsale insieme ad Eddie Vedder dei Pearl Jam. Chiariamo subito che […]
(Warp 2003) Sinceramente attraverso un periodo di scoramento, insoddisfazione… insofferenza verso parecchie cose, atteggiamenti e persone ecc. ecc.. Una cosa comune? Spero di no, spero l’umanità non mi somigli… già fa abbastanza schifo così… che bisogno c’è di tendere sempre al perfezionamento di un’attitudine Disimparare l’unica cosa degna di nota che si può evincere, leggere […]
(Capitol/2003) Sono i Radiohead, la loro impronta, ormai, non possono togliersela di dosso, per fortuna. Anche in questo ultimo album, atteso con ansia, resa un po’ frenetica da “Kid A” e “Amnesiac”, che hanno reso impaziente e fiducioso chi li ha amati e curioso chi non ne è rimasto soddisfatto. Come se avessero voluto accontentare […]
(Artenomade 2002) Premessa che spero non infici la validità della recensione, posso dire che di alcuni componenti del gruppo sono amico, chi in maniera più, chi in maniera meno continuativa. Comunque il legame c’è, segno della semplicità e della naturalezza con cui questo manipolo di musicisti ( dieci compreso il tecnico del suono parte integrante […]
(Autoproduzione 2002) Registrato e mixato da David Lenci (Red House Recordings Studios). Autoprodotto. Dieci brani. Cantato in inglese. Basso, chitarra, batteria, voce (anche uno sporadico sax). Quattro ragazzi di Fano. Gli Edible Woman. E’ bastato un ascolto per generare un entusiasmo che ancora adesso (al cinquecentesimo) non ha perso un grammo della sua primordiale intensità. […]
(Alice/Alice 2002) Appena ho sentito gli Sprinzi, ho pensato che avessero un nome proprio idiota. Alla fine però dopo aver ascoltato questo “Something More Than The Last Time” sono convinto che il loro peggior difetto è proprio il nome, perché sul resto non si può recriminare molto. Oddio ci sarebbe da dire che il libretto […]
(Fuckaselve 2002) Copertina azzurro chiaro, disegno di un tipo capello con banana, occhiali da sole e pizzetto tra l’ironico e lo spavaldo che ricorda un barista di un mitico e indimenticato locale della città di chi scrive, sette pezzi per la durata di venti minuti. Manco fosse il profilo di chissà cosa e invece si […]










