
(ECM Records, 2026)
La pianista Julia Hülsmann accompagnata da un inedito settimino composto da tre vocalist, violino, violoncello, contrabbasso e batteria, incide per ECM un bellissimo ed elegante album fatto di canzoni, non esclusivamente composte dalla stessa artista tedesca, ma anche da altri autori. Julia Hülsmann è una pianista jazz eclettica, molto attiva sulla scena tedesca, autrice di brani spesso ispirati da testi presi dalla letteratura o dalla poesia. In questo album musica ad esempio testi della Dickinson, di E.E. Cummings o della Atwood. Il suo stile davvero eclettico attraversa numerosi generi musicali a partire ad esempio da influenze della musica brasiliana, ovviamente la musica blues e jazz, oltre ad improvvisazioni sperimentali, con incursioni nel funky o nel minimalismo. Il valore aggiunto del presente lavoro è proprio questo connubio che si crea, e si dipana nelle differenti canzoni, indubbiamente molto originale e accattivante. L’unione e la sperimentazione di stili e armonie differenti che si intersecano tra loro, è, a mio avviso, il fulcro della riuscita di questo album, oltre alla scelta di un ottetto molto particolare che unisce le sonorità del trio d’archi a quelle del tipico trio jazz; un intreccio timbrico che, fondendosi assieme, crea delle sonorità davvero interessanti.
Voto: 8/10
