
(Autoproduzione 2025)
Colonna sonora di una “piece” di teatro musicale scritta dalla medesima Daniela Lunelli in arte Munsha, artista poliedrica attualmente di stanza in quel di Berlino, nei quattordici brani che compongono il suo decimo album “The Fall of The Astronauts” (e nei quali la musicista fa praticamente tutto da sola, a parte un paio di collaborazioni alle voci) si sente potentemente sia il retroterra germanico (Der Garten) che i (vari) generi praticati dalla Lunelli, dalla classica contemporanea (è una violoncellista, tra l’altro) all’elettronica. A New Home apre su sfondi sintetici, Voyage è maggiormente classica (e cantata).Lacie’s theme ha qualche sussuto plasticoso, ma in generale nei quattordici brani non ci sono soverchie alzate di ingegno (si, Rosa Kaninchen è piuttosto carina, ma insomma….). The daze si muove tra echi kraftwerkiani molto annaquati, Suzes Flamme è germanicamente brevissima e apre a un mediano, pianistico Alice’s theme.
Disciplinata certo, non troppo caratterizzante.
Voto: 6,5/10
Munsha ‘The Fall of The Astronauts’ Bandcamp Page
