Cobol Pondige ‘Kosmodrom’

(Dischi Durevoli/Goodfellas/2025)

‘Kosmodrom’ è il quarto disco della band avant-synth-pop/post-punk romana Cobol Pongide. Musicalmente si sono profondamente ispirati ai DEVO e ad Alberto Camerini, mentre per i testi a Philip K. Dick , Stanisław Lem e all’epopea e all’arte sovietica. Il prodotto della loro musica è apparentemente semplice, perché musicalmente utilizzano console vintage, home computer come il Commodore 64, tastierine giocattolo anni Ottanta e antiche macchine elettroniche integrate a synth obsoleti e batterie elettroniche traballanti, mentre il titolo del disco “Kosmodrom” è preso da parola traslitterata dal cirillico Космодром, che è il simbolo di un’umanità in costante allenamento per la vita tra le stelle.
Attenzione, non fatevi tradire dalle apparenze, perché il gruppo romano con questi brani non è assolutamente intenzionato a elogiare il tumore sociale del neoliberismo, intenzionato a colonizzare e a distruggere anche altri pianeti, perché prende posizione contro il “capitalismo spaziale predatorio”, denunciandone le brame interplanetarie che negli ultimi vent’anni hanno preso forma nei progetti delle grandi corporation private.
Non è un caso che da un lato il loro look richiami l’estetica sovietica e dall’altro lato che spesso nei testi torni la parola socialismo.
Insomma se quarant’anni fa i CCCP erano radicati sulla terra i CP sono proiettati verso il socialismo spaziale.

Voto: 7/10

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