
Incontro numero 12, dedicato a far conoscere ai lettori di Kathodik chi si occupa di promuovere un discorso approfondito di critica musicale nell’editoria italiana e internazionale. Nell’ordine: il primo, Antonio Bacciocchi della Cometa Rossa Edizioni (qui); il secondo, Marco Refe della Edizioni Crac di Falconara Marittima (qui); il terzo, Luca Cerchiari, curatore della collana ‘Musica Contemporanea’ della Mimesis Edizioni (qui); il quarto, Karl Ludwig, a quel tempo Responsabile Comunicazione della tedesca wolke verlag (qui); il quinto, Domenico Ferraro, direttore editoriale della Squilibri Editore (qui); il sesto, Fabio Ferretti, ideatore e curatore della collana ‘Chorus’, della Edizioni Quodlibet (qui); il settimo, Massimo Roccaforte, curatore editoriale della Goodfellas Edizioni (qui); l’ottavo, Christina Ward co-curatrice della casa editrice statunitense Feral House (qui); il nono, Ken Wissoker, Senior Executive Director della casa editrice statunitense Duke University Press (qui); il decimo, Mark Pinghington e Jamie Sutcliffe ideatori e direttori editoriali della casa editrice britannica Strange Attractor Press (qui). Undicesimo, Roberto Gagliardi Aka Robertò, della Hellnation Libri/Red Star Press (qui). Oggi arrivo “virtualmente” a Milano per intervistare Eugenio Monti della casa editrice Tsunami Edizioni. Posseggo vari volumi di questa casa editrice, che da tempo pubblica testi molto interessanti sulla musica Hard Rock, sulla musica Industrial, sulla musica Metal e tanto altro. Ho subito pensato ad inserire la casa editrice tra le interviste da fare, e complice Eugenio Monti, posso invitarvi alla lettura della storia e del futuro della Tsunami Edizioni.
Come nasce l’idea della casa editrice Tsunami Edizioni?
L’idea ci è venuta nel dicembre 2006, durante un viaggio a Londra per un concerto degli Iron Maiden. Girando per negozi di dischi e librerie abbiamo visto che c’erano davvero tantissimi libri su hard rock e metal che non arrivavano in Italia, che nessuno traduceva, per cui abbiamo pensato di provare a farlo noi. C’è voluto un po’ abbiamo dovuto imparare tante cose, capire come funzionava il sistema, e alla fine, nel giugno del 2008 è uscito il primo libro del nostro catalogo, che oggi, dopo quasi 18 anni, conta circa 200 titoli.

Come vengono selezionati i titoli da pubblicare?
Le strade per scegliere un libro da pubblicare sono molteplici. Per quanto concerne i libri originali può capitare che ci vengano proposti dei testi da valutare così come può succedere che l’idea venga a noi e si parli con un autore adatto (secondo noi) per poterla sviluppare. Oppure nascono da banali chiacchierate. Per le traduzioni, invece, teniamo sempre d’occhio cosa propone il mercato estero e se individuiamo qualcosa che ci interessa ce la procuriamo, la leggiamo e, se ci soddisfa, cominciamo la trattativa per acquisire i diritti di pubblicazione per l’Italia.
La regola di base, comunque, è che i libri ci devono piacere. Non pubblicheremmo mai un libro che non ci piace o su un argomento che non ci interessa, solo perché pensiamo che “possa funzionare”.

Per quanto riguarda la selezione di autori stranieri, a quale scuola di critica musicale si fa più riferimento? Accenno un esempio: avete più interesse negli agli autori di lingua inglese? Oppure negli autori di lingua francese? Oppure di altre lingue?
Sicuramente la lingua inglese è quella privilegiata, soprattutto perché è quella che propone più scelta negli ambiti che interessano a noi. Anche dal punto di vista della traduzione con l’inglese è un po’ più semplice. Questo non esclude, però, che possano esserci cose interessanti anche in altre lingue.

Serie di domande tecniche: raccolta fondi, tiratura, promozione, distribuzione per un titolo che scegliete di pubblicare?
Dopo aver scelto un titolo che potenzialmente potremmo pubblicare, inizia la fase di verifica della fattibilità economica. Non abbiamo mai fatto, almeno per ora, raccolte fondi: finanziamo tutto con i nostri mezzi, nei limiti delle nostre possibilità. Quello che facciamo, ogni tanto, è organizzare un pre-ordine che inizia generalmente un mese prima dell’uscita, per finanziare una parte dei costi di stampa, magari inserendo un gadget per chi ordina direttamente dal nostro sito.
La promozione nelle librerie inizia generalmente 6 mesi prima dell’uscita, la distribuzione, su tutto il territorio nazionale, segue il resto.
Le tirature variano a seconda del titolo, ma si sono ridotte molto negli ultimi anni, anche perché nonostante si lavori con una promozione e distribuzione molto grande, diventa sempre più difficile trovare spazi per i libri musicali nelle librerie.

Quali generi preferite trattare per le vostre pubblicazioni? Perché?
Per vocazione nasciamo con hard rock, metal, metal estremo. Negli anni, poi, ci siamo aperti anche ad altri generi che comunque ci interessano come il progressive, il punk, il rap americano. Anche qui, seguiamo i nostri gusti musicali.

Qual è il titolo più interessante che è stato pubblicato fino ad oggi? Perché?
Potremmo rispondere che per noi sono tutti interessanti, altrimenti non sarebbero nel nostro catalogo. Se vuoi dei titoli, potremmo dire che ‘Lords of Chaos’, ‘The Dirt’, ‘Roger Waters – Oltre il Muro’, ‘Nine Inch Nails – Niente Mi Può Fermare’ e la biografia ufficiale dei NOFX sono quelli che ci hanno dato più soddisfazioni.

Pensate sia possibile la coproduzione tra editori per pubblicazioni selezionate, come avviene tra microlabel nella musica?
Questa è una bella domanda, alla quale però non sappiamo dare una risposta definitiva. Per quella che è la nostra esperienza diretta, è estremamente difficile che succeda una cosa del genere, a noi non è mai capitato nemmeno di doverci pensare. In ambito musicale le etichette sono moltissime, per cui è più probabile che nascano collaborazioni che in editoria sono molto più difficili, anche considerando che nel nostro Paese gli editori così specializzati come noi si contano sulle dita di una mano.

Lo stato italiano aiuta gli editori per la pubblicazione?
No. Non esiste alcun incentivo né alla pubblicazione né ad altro. Ci sono finanziamenti pubblici per l’editoria periodica, ma per i libri non c’è nulla. Siamo un Paese che ha dato tantissimo alla cultura, ma ora pare che per la nostra classe politica sia un argomento di scarsissimo interesse.

Oltre ai volumi pensate ad altre forme di pubblicazione? Ad esempio documentari, film, podcast?
Abbiamo qualche idea, sì, ma siamo una realtà talmente piccola che non troviamo davvero il tempo per svilupparla come meriterebbe. Senza contare gli investimenti, grandi o piccoli, che sarebbe comunque necessario mettere a preventivo. Ecco, in questo caso sì, avrebbe senso pensare a delle coproduzioni, mettendo insieme competenze diverse.

Qualche segnalazione meritevole dei prossimi titoli che avete in cantiere?
C’è tanta carne al fuoco, molti progetti a breve, medio e lungo termine. Al momento diciamo che ci sono almeno una dozzina di libri in lavorazione, alcuni molto di nicchia, altri per un pubblico leggermente più ampio. Per scaramanzia, però, è meglio se non anticipiamo nulla.
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