
(Aut Records 2026)
Il trio che prende il nome da un muscolo, lo psoas, fa un disco coraggioso, pieno di idee che scorrono per 68 minuti, libere di fluire senza alcun problema, tanto è l’intesa che regna fra i musicisti.
Alex Dal Checco al sax tenore, Giulio Cuppari alla chitarra elettrica e Giosuè Consiglio alla batteria si lasciano andare a brani soffusi, come Piccola preghiera, ma poi graffiano con forza altrove scoprendo il funky o seguendo le orme libere del free.
Le composizioni e tutta la musica rivela un gruppo dalla forte inventiva e che sa attirare gli ascoltatori con personalità, facendo una musica propria.
Bravi, emergono con personalità, una di quelle band che anche nella dimensione live trasmette tante emozioni al pubblico.
Voto: 8/10
