Anna Clyne ‘Abstractions’

(Naxos 2025)

Nel sito della compositrice inglese, ma residente negli Stati Uniti, Anna Clyne (classe 1980), si legge la seguente definizione: “melodista radicale, con un occhio da pittrice”. E in effetti, le arti visive costituiscono una fonte di ispirazione costante per le sue opere, ormai sempre più eseguite e apprezzate in tutto il mondo. Un bell’esempio ce lo offre il brano che dà il titolo a questo imperdibile Cd Naxos, dove sono presentati alcuni suoi (più o meno) recenti lavori orchestrali, magnificamente eseguiti dalla Baltimore Symphony Orchestra diretta dalla grande Marin Alsop. Mi riferisco ad Abstractions (2016), articolato in cinque movimenti che si pongono come contrappunti sonori ad altrettante opere pittoriche (e in un solo caso fotografiche) per l’appunto astratte, che hanno attirato l’attenzione della compositrice (un po’ meno l’entusiasmo dello scrivente, almeno da ciò che sono riuscito a reperire online) e l’hanno spinta a comporre cinque pannelli orchestrali evocativi e molto diversi fra loro. Possiamo dire che la musica di Clyne, grazie a una sapiente miscela di armonie sospese, raffinati giochi timbrici, e vivaci figurazioni ritmiche, riesce a rivestire idealmente di una trama formale ed emozionale le opere astratte – se non informali – con cui si relazionano. Di nuovo ispirato al mondo pittorico è il trittico Color Field (2020) – di cui qui abbiamo la prima registrazione assoluta –, in tre movimenti distinti associati ad altrettanti colori (giallo, rosso, arancione). Personalmente, ho trovato il primo movimento una vera gemma: un’oasi di pura bellezza, in cui la successione di passaggi accordali disegna un ampio arco melodico che si fluttua sullo sfondo di un’atmosfera onirica e delicata. I restanti due brani sono agli antipodi: se Restless Oceans (2018) è un breve e travolgente “tour de force” ritmico, Within Her Arms (2008-9, per soli archi), anch’esso in un unico movimento (ma ben più lungo), è una toccante meditazione musicale sulla perdita di una persona cara (nella fattispecie, si tratta della madre della compositrice). Qui il talento melodico cui accennavamo all’inizio trova piena espressione, manifestandosi in un tema di struggente bellezza che sembra gradualmente rifrangersi in temi affini, che si rincorrono e accavallano, sospingendosi verso un intenso climax emotivo, per poi trovare conforto in una atmosfera raccolta e intima. Nel complesso, dunque, si tratta di un CD che conferma il talento multiforme di Anna Clyne e ne conferma lo status di una delle voci più autorevoli nel panorama della musica classica contemporanea.

Voto: 8/10

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