
(Naxos 2025)
Il 95enne David Amram (nato a Filadelfia nel 1930) è una figura di spicco della musica americana del Novecento (e di oggi, visto che è ancora attivo in veste di compositore). Polistrumentista, arrangiatore, direttore d’orchestra, e soprattutto compositore, Amram ha sempre avuto la capacità di destreggiarsi tra generi diversi, in particolare jazz e musica classica. La sua versatilità si riflette in quasi tutti i suoi lavori, compresi quelli cameristici eseguiti in questa recente uscita della Naxos Records. A partire da Voyages, lavoro scritto nel 2024 e articolato in tre movimenti, ciascuno dei quali rappresenta per l’appunto una sorta di viaggio musicale e culturale che ci trasposta dall’antico Egitto alle radici (indigene e africane) della musica americana. Le due sonate – per pianoforte, e per il duo violino-pianoforte – sono invece più datate (essendo state scritte nel 1960). Entrambe risentono fortemente dell’influsso del jazz, genere amato e praticato da Amram nel corso della sua lunga carriera, che innerva queste pagine ritmicamente frizzanti e piene di energia. La struttura delle due composizioni è similmente tripartita: a un allegro iniziale segue un andante, mentre il movimento conclusivo presenta una serie di variazioni su un tema. Oltre a integrare perfettamente forme classiche e influssi (ritmici e armonici) jazz, Amram si rivela qui anche un raffinato melodista: una delle tante doti di quello che è stato definito “l’uomo rinascimentale della musica americana”.
Voto: 7,5/10
