MĀYĀ ‘Artifício Fantástico’

(Bloody Sound 2025)

“Artifício Fantástico” è il disco d’esordio degli Māyā, trio che si esprime con un’intrigante ed eccitante miscela di sonorità, che provengono dalle colonne sonore, dal post-rock dall’exotica e dal desert blues, passando per tanto funk.
Il trio è stato molto abile nel mettere insieme non soltanto sonorità, ma anche ambientazioni geograficamente lontane, quindi il deserto con il blues di derivazione maliana e la metropoli con l’elettronica e il dub, in mezzo tante spunti sonori esotici, soprattutto di matrice centroamericana, vale a dire cumbia e calypso.
I Māyā hanno pensato ai dieci brani in scaletta come a un concept al cui centro vi sono contrasti: il desiderio di esplorazione e la staticità imposta dalla modernità digitale, la solitudine e la condivisione, la natura selvaggia e il caos urbano.
Il lavoro si apre con i rimandi cubani che si fondono con una miscelazione tra surf e Americana di British Columbia e va avanti con il calypso moderno di Calypso Paulo.
Il desert-blues domina in Bivouac, Māyā Manifesto e in quella Sequência, dedicata al fotografo scomparso da poco Sebastião Salgado. Non vanno dimenticate poi Steaming Hot per un ritmo calzante, ma non eccessivo e Island Rotoverb per gli eccitanti rimandi pop-funk.

Voto: 8/10

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