Panic Shack ‘Panic Shack’

(Brace Yourself 2025)

Esplosive con il loro pop-punk variegato ed eclettico le britanniche Panic Shack con questo lavoro omonimo esordiscono sulla lunga distanza, dopo aver dato alle stampe un Ep.
Le Panic Shack in realtà sono quattro ragazze e un ragazzo, formatesi nel 2018.
Nelle undici tracce di questo lavoro emerge tutta la loro voglia di esprimersi in modo piacevolmente inebriante e deliziosamente caotico.
Il loro stile è molto in linea con gli australiani Amyl & the Sniffers, non a caso, infatti, il brano d’apertura, Girl Band Starter Pack, un post-punk, saltellante, frizzante con uno sfondo ska, si apre con un crescendo di chiacchiere, tintinnio di bicchieri e risate, registrate per la maggior parte nella birreria all’aperto durante un concerto proprio degli Amyl & the Sniffers.
Prodotto da Ali Chant (PJ Harvey, Perfume Genius, Yard Act), il disco è infarcito di testi che sono colloquiali, spesso derivanti da battute interne, mentre gli argomenti abbracciano l’intera gamma dell’esperienza femminile. Non mancano moti di ribellione e insofferenza, come in Tit School, che è una sorta di riflesso delle reazioni negative ricevute su TikTok dopo che una clip in cui eseguivano il loro singolo del 2022 “The Ick” è diventata virale, scatenando accuse di ‘cosplay’ da classe operaia, o la vorticosa e schematica SMELLARAT, che tratta il tema degli uomini che sono insistenti con le donne. Intrigante il pezzo messo in chiusura, Thelma & Louise, il più pop del disco, che è un’ode all’amicizia femminile.
Un ottimo esordio, che molto probabilmente finirà nella mia playlist di fine anno, data la freschezza rock’n’roll di cui abbiamo bisogno di questi tempi.

Voto: 9/10

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