Intervista a Francesco Mulassano, fondatore e curatore del SoundMit – International Synth Event – Torino

Ottava puntata dedicata alla scoperta e alla conoscenza di Centri di ricerca, Musei, Studi di registrazione, Fiere di settore, dove si studia e si pratica la musica elettronica in tutte le sue forme. Prima: Museo del Synt Marchigiano (qui). Seconda: SMEM Swiss Museum for Electronic Music Instruments (qui). Terza: MESS Melbourne Electronic Sound Studio (qui). Quarta: Nakatsugawa Korg Museum (qui). Quinta: Museo della Farfisa (qui). Sesta: VSM Vintage Synthesizer Museum (qui). Settima: Leonardo Gabrielli – CIM: Colloquio di Informatica Musicale XXIII (qui). Oggi è la volta di Francesco Mulassano, fondatore e curatore del SoundMit – International Synth Event, evento fieristico internazionale dedicato ai sintetizzatori e al loro mondo, che terrà la sua 12° edizione a Torino a Novembre. A voi la lettura:

Come nasce l’idea del SoundMit?

Ciao Marco, il SoundMit affonda le radici, come si dice in questi casi, indietro nel tempo.
Nasce infatti da una mia idea verso la fine del 2010 e, come primo evento vero e proprio, nel 2011 con il nome Torino Synth Meeting, solo che allora era un evento nato con il passaparola online, tra i primi social e i forum. Senza pretese, ma con le idee ben chiare, le prime due edizioni sono servite da miccia per unire gli appassionati che, fino a quel momento, si conoscevano solo online. In un piccolo locale nel centro di Torino, è partito tutto!

Come si è evoluto negli anni il festival?

Dal mio punto di vista, la crescita è stata lineare fino ad un certo punto e poi esponenziale da metà percorso in poi. Le prime due edizioni, pure ravvicinate, erano andate bene. La formula prevedeva l’esposizione di strumenti da privati, un workshop e un paio di concerti a fine giornata.
Sull’onda dell’entusiasmo si è messo in moto un motore che non si è più fermato. Nel 2013 ai privati si è aggiunto il primo espositore professionale e poi dal 2014 la presenza di aziende e distributori si è fatta via via più costante. Nel 2015/2016 iniziano ad arrivare le prime aziende internazionali e con loro i dimostratori che iniziavamo a conoscere tramite i video sul web. Nel 2017 c’è il salto di qualità, nasce il SoundMit che al suo interno racchiude il marchio SYNTH MEETING e tutta l’esperienza pregressa e che apre al PRO Audio e alle altre tecnologie musicali, e da lì sempre in crescita, sfidando anche la pandemia con due edizioni virtuali che hanno avuto un grandissimo successo mediatico ed ora, siamo pronti a ritornare in pista con la dodicesima edizione del 12/13 Novembre 2022, sempre a Torino!

Di fila: presente, con chi collabora?

Una delle mie prerogative, e quindi del SoundMit, è quella di fare RETE perchè credo sia il modo migliore per crescere, sia come evento ma anche personalmente e quindi cerco sempre nuove opportunità per accendere nuove collaborazioni. Da qualche anno ad esempio siamo gemellati con il Synthfest France di Nantes, abbiamo creato un consorzio che si chiama EMEA – Electronic Music Events Association, un inizio di network che ci aiuta ad offrire eventi di qualità sia agli espositori che ai visitatori, da questa esperienza è nata la partnership che quest’anno permette a tutti gli espositori del SoundMit 2022 di poter partecipare gratuitamente al prossimo Synthfest France nel 2023.

Un’altra partnership fondamentale è quella che abbiamo con l’Italian Trade Agency, l’organismo del M.I.S.E. che si occupa di promuovere le aziende italiane verso l’estero. Con questa partnership iniziata nel 2019 riusciamo a portare all’evento una serie di buyers e giornalisti internazionali proprio per aiutare le aziende italiane ad affacciarsi su nuovi mercati (e siamo uno degli unici 3 eventi in Italia, l’unico per l’elettronica musicale, ad avere questo tipo di supporto ministeriale); è un plus che ci piace offrire alle aziende italiane.

Da quest’anno abbiamo anche ufficializzato il nostro impegno per sostenere la parità di genere nel nostro settore. Grazie alla collaborazione con una consulente esterna (Johann Merrich) abbiamo firmato il pledge di Keychange.eu insieme ad altri 500 partner internazionali. Da qui è nata l’idea di fare una serie di video interviste con le protagoniste della musica. Le trovate sul nostro canale YouTube (https://sndmt.link/soundmit-youtube) E non dimentichiamo il Museo del Syth Marchigiano, anche con loro c’è uno stretto rapporto di collaborazione ma anche di profonda amicizia. Con loro abbiamo fatto la seconda edizione virtuale nel 2021, direi un evento storico!

E ancora Arduino, Voger Design (che ha curato il design del nuovo sito del SoundMit), Poltergeist per parte della comunicazione e tantissimi media partner internazionali che ci aiutano a promuovere l’evento.

Mi stavo dimenticando la presenza di un partner importantissimo, la MIDI Association che sarà rappresentata per l’Italia da Audio Modeling con un talk sul MIDI 2.0!

Passato: con chi ha collaborato?

In passato abbiamo collaborato con il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano, la London School of Sound, Arduino, Hackability, CIM Colloquio di Informatica Musicale, Torino Jazz Festival, Modular Moon e la lista sarebbe davvero lunga!

Futuro: con chi vorrebbe collaborare?

Nel 2020 per l’edizione virtuale abbiamo ospitato tutti i più grandi nomi del nostro settore, ne mancavano davvero pochi (tra quelli in vita, ad esempio Tom Oberheim) e quindi qualche soddisfazione ce la siamo tolta, (Intervista a Dave Smith su Youtube) tuttavia sarebbe bello poter avere ospiti i big del nostro settore, vecchi e nuovi e non parlo di brand ma di persone perché prima di tutto dietro ogni strumento e dietro ogni modulo, c’è una persona o un gruppo di persone che raccontano una storia, e quella è la parte più interessante.

Che cosa propone il festival per questa edizione?

Quest’anno riprendiamo dove ci siamo lasciati nel 2019. Il programma è in via di definizione ma posso già dire che ci saranno Workshop, talk, showcase e masterclass! Grazie al nostro sponsor, AudioFactory, avremo due momenti di formazione di altissima qualità, ovviamente gratuiti per il pubblico del Soundmit. Andremo ad esplorare con loro, i sistemi DOLBY ATMOS! E poi avremo tantissima musica, credo circa 20 live con i musicisti delle community di Torino Modulare, Milano Modulare, Genova Modulare, Bologna Modulare ed altri artisti indipendenti, il tutto incluso nel biglietto di ingresso! (ticket online: https://sndmt.link/tickets ).

Ci sono esempi simili da cui il festival ha attinto o a cui fa riferimento a livello internazionale?

Beh si, sicuramente il Superbooth di Berlino è il nostro evento di riferimento per il settore, e subito dopo arriviamo noi dall’Italia con il SoundMit che è il secondo evento europeo per quanto riguarda i synth. Con uno storico di 12 edizioni dal 2011, siamo l’evento più vecchio in circolazione e devo dire con soddisfazione che altri eventi europei si sono ispirati a noi ad esempio il SYNTHFEST France con i quali siamo prima diventati amici perchè venivano da noi ad esporre con LA VOIX DU LUTHIER, e poi partner con la creazione di EMEA il consorzio che cerca di riunire gli eventi come il nostro per scambiare know-how e per garantire a pubblico ed espositori, il massimo della qualità possibile.

Quale pubblico ha attraversato e solitamente attraversa il Soundmit?

Il nostro pubblico è abbastanza eterogeneo, andiamo dai 16 a 70 anni, dal professionista affermato (come BOOSTA ad esempio) all’appassionato, dallo studente di conservatorio al DJ, e piano piano siamo riusciti ad attrarre anche un pubblico femminile che nel settore STEM (science, technology, engineering and mathematics) è comunque ancora complicato. Inoltre il nostro è un pubblico internazionale, la posizione strategica di Torino permette facilmente a Spagnoli, Francesi e Tedeschi di affacciarsi al nostro evento magari organizzando una piccola vacanza torinese. Segnalo, a parte, la presenza (nel 2019) di una coppia di ragazzi venuti apposta da Atene e di un signore (che da poco ha il suo brand synth modulare) da Malta!!

Quali eventi preparano il SoundMit? Quali eventi, se ci sono lo seguono?

Quest’anno stiamo facendo una serie di eventi online che fungono da apripista all’evento vero e proprio. Un ciclo di eventi curato da Johann Merrich, che è la nostra consulente per la parità di genere (nonché scrittrice, musicista, ricercatrice…) dove quasi ogni martedì sera intervistiamo le donne protagoniste a più livelli del mondo musicale. Siamo partiti con Female:Pressure, Sylviane Sapir, Laura Zattra, Claudia Attimonelli e abbiamo chiuso con Luisa Santacesaria e Valentina Bertolani! A questi affianchiamo contenuto più tecnico come la masterclass con Daniele Mana in collaborazione con il Musiclab Torino e la prossima che sarà in collaborazione con il nostro già citato sponsor Audiofactory.

Finalmente dal vivo dopo due anni di Pandemia. Come è stato vissuto questo periodo?

Posso dire bene, ovviamente al netto di tutto ciò che la pandemia ha significato per il mondo intero. Siamo stati costretti a ragionare con nuovi paradigmi, ci siamo studiati gli altri eventi online e abbiamo visto cosa ci piaceva e cosa no e onestamente non ho trovato nessun evento che mi abbia convinto… ovviamente non è una colpa di chi ha organizzato, eravamo tutti in una situazione nuova. L’edizione 2020, la prima virtuale, è stata un tripudio. Se mi chiedi come ho fatto a metterla in piedi.. non te lo so dire da quanto era complicata, pensa che avevamo 33 ospiti da 4 fusi orari diversi, dove Robert Vincent in Inghilterra, intervistava Roger Linn che si è svegliato all’alba per noi. Da Torino, con il compianto Felice Manzo, abbiamo intervistato Dave Smith, e poi l’ultima intervista a Claudio Coccoluto, Suzanne Ciani, Dina Pearlman, Synthmania… tutti i contenuti sono online. Abbiamo concluso la 2 giorni con 17+ ore di streaming e +153.000 minuti visti in tutto il mondo! Roba da folli condita con oltre 20 live di musicisti elettronici internazionali tra cui Benge, Todd Barton, Philippe Petite e le community modulari italiane.
Invece per l’edizione 2020 abbiamo replicato il format, con la troupe televisiva, le interviste in studio e i live ma spostandoci per la prima volta fuori Torino. Siamo infatti andati al Museo del Sinth Marchigiano a Macerata, dove con gli amici del Museo si è parlato tanto di storia italiana, del distretto marchigiano dei synth e dove abbiamo presentato il ritrovamento di un synth storico, il Synket di Paolo Ketof!, ritrovato da me negli Stati Uniti ed acquisito dal Museo. Tra l’altro il Museo e il Synket li ritroveremo quest’anno al SoundMit in una sala dedicata al VINTAGE!!
Sempre per le edizioni virtuali e sempre perchè volevamo alzare un pò l’asticella (una sfida a noi stessi) abbiamo sviluppato in casa tutto il software web che sta dietro al nostro sito (soundmit.com) e che è servito a gestire tutti gli aspetti dell’evento virtuale. Di fatti siamo l’unico evento ad avere una piattaforma proprietaria!
Questo ci è servito per costruire una base solida che sarà parte del prossimo futuro di SoundMit (ma per ora, devo mantenere il segreto!).

Come nasce la collaborazione con il network Keychange, di cui mi permetto di segnalare l’intervista che ho fatto per Kathodik qui?

È nato tutto abbastanza spontaneamente, il SoundMit è sempre stato attento a certe dinamiche di inclusione ed abbiamo sentito la necessità di fare qualcosa in più. Come primo step ci siamo dotati di una consulente esterna per la parità di genere e non poteva che essere Johann Merrich, una delle massime esperte sulla questione dei generi sotto rappresentati nella musica. Da qui abbiamo fatto insieme alcuni ragionamenti su cosa si potesse fare di concreto, abbiamo analizzato l’esistente, i dati pregressi del SoundMit e anche di eventi simili e alla fine abbiamo preso contatto con Keychange di cui Johann fa parte in qualità di musicista. La nostra proposta per il pledge siglato è stata la promessa di ridurre, nel corso dei prossimi anni, questa distanza di genere che esiste nel nostro settore. Siamo stati accolti subito dal board di Keychange che ci ha inserito tra i partner insieme ad altre 500+ realtà internazionali.

Il SOUNDMIT è aperto a collaborazioni con l’esterno: enti, associazioni, webzine ecc. ecc.?

Certo! Come dicevo all’inizio, la parola chiave del SoundMit è NETWORK e il network non si ferma all’evento, con i nostri partner vogliamo raccontare una storia, creare dei contenuti che siano utili, interessanti ed esperenziali per noi e per il nostro pubblico. Durante l’anno (pre-pandemia) abbiamo sempre organizzato eventi collaterali, workshop, compartecipazioni (ad esempio con il Torino Jazz Festival diretto da Giorgio Li Calzi) e contiamo di ricominciare presto nel 2023 con altre novità di cui per ora non posso parlare!

Conseguente, a chiusura: progetti futuri, oltre altre edizioni?

I progetti in cantiere sono tanti. Tanto per cominciare nel 2023 saremo a Nantes per il SynthFest France, non so se lo sai ma il SoundMit ha anche un brand, FASELUNARE, con il quale produce synth e con il quale fornisce supporto ad altre aziende del settore. Poi ci sarà la tredicesima edizione di SoundMit a Novembre 2023. In mezzo ci sono tanti altri progetti, eventi di contorno sia online che offline e chissà che dopo un pò di anni, non ritorni anche il Torino Synth Meeting nella sua vecchia forma!

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