Nuovo sfilacciar di nastri della californiana casa Public Eyesore / Eh?

Nuovo sfilacciar di nastri della californiana casa Public Eyesore / Eh?.
Come di consueto, un bell’insieme (riuscito o meno, comunque sempre reattivo), di ispidi bocconi e qualche inusuale bellezza.
Procediamo.

Terrie Ex e Jaap Blonk ‘Ozo Bonn’

(Eh? 2021)

Due live, uno registrato in Olanda e uno in Germania (entrambe del 2020), che metton insieme la chitarra di Terrie Ex (non serve che vi dica con chi si affacenda da decenni vero?), e la voce e l’elettronica dell’altro esperto guastatore olandese, Jaap Blonk.
Tra atto performativo, istintivo ciao ciao al linguaggio e una bella, infantile, carambola senza rete che di sbatter la testa te ne freghi.
Abbastanza estenuante ma il coraggio non si discute.

Voto: 6

Jeff Surak ‘Eris I Dysnomia’

(Eh? 2021)

Da Washington DC, la sperimentazione post-industrial di Jeff Surak.
Attivo dal principio degli anni ottanta come uno dei tanti combattenti mondiali del nastro, gestore della label Zeromoon e nel carnet, una bella sfilza di collaborazioni (Frans De Waard, Alexei Borisov di Astma, Rinus Van Alebeek solo per citarne alcuni).
“Eris I Dysnomia”, è ottimo insieme di cupi nuvoloni ambientali (la persuasiva, iniziale, Paradise Lost), silenzi e corde sollecitate (Concupiscent Strings), inquieti taglia e cuci etno-concreti (Asphalt Muzak), squarci di cielo e nubi (Stuck) e solo cielo (16 Hours On Neptune).

Voto: 7

Orasique ‘Ixtlahuaca’

(Eh? 2021)

Avant-impro dal Messico.
Orasique, son un quartetto composto dal sax del catalano Don Malfon, la latarra (un’elettrica autoprodotta con un kit metallico di primo soccorso) del neozelandese Misha Marks, la batteria e oggetti del salvadoregno Fernando Barrios, la voce dell’italiano Marco Albert (tra i fondatori del collettivo multimediale milanese, Otolob).
Staffilate, convulsioni, ritualistiche evoluzioni, silenzi, ironia e decostruzione linguistica.
Urgenza affilatissima, calibrata al millimetro e al millisecondo.

Voto: 8

Ypsmael ‘Box Of Black’

(Eh? 2021)

Una buia stanza performativa, commissionata nel 2014 dal WIM di Berna.
Per chitarra, no-imput feedback, voce, oggetti, effetti, live loops e parecchio altro, no computer.
Parti dell’originale performance poi macinate, ideuzze tralasciate e bozzetti preliminari.
Cupezze ambientali dove l’inatteso e benvenuto, distensioni cigolanti quasi astral-kraut (Ah, quelqunt!), inquiete sospensioni (Rhombus), desertiche sabbie post-Eno (Excerpt), sfinimenti in congelata fluttuazione (La Ndofo Akaf Terno On).

Voto: 7

Public Eyesore Bandcamp Page

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