Archivio Categoria: Dischi

Album recensiti

Giacomo Sferlazzo ‘Quando sono assente mi manco’

(SuccoAcido/De Dieux/Audioglobe 2013) Siciliano di Lampedusa Sferlazzo, oltre ad essere una giovane promessa del cantautorato italiano, è attivo sul fronte dell’accoglienza degli immigrati che giungono nella sua isola. “Quando sono assente mi manco” è il suo terzo lavoro sulla lunga distanza e, a differenza degli altri dischi, in questo ha deciso di non concentrarsi sulla […]

Compoundead ‘Cutting Your Certainty’

(Sincope 2012) Procedono pancia a terra, Mara e Truculentboy, lontani mille miglia, da ogni hype effimero del momento.In solitudine esasperata/glaciale.“Cutting Your Certainty”, son due distese vetroso/frastagliate ed un urto organizzato.Esplorazioni radianti, condotte sul fondo di un abisso, dove la luce che filtra, è riverbero accecante.La temperatura, ben oltre la sopportazione fisica.Un ispirato eternal feedback, figlio […]

Insub Meta Orchestra ‘Archive # 2’

(Insubordinations 2012) La seconda residenza estiva (2012), dell’orchestra IMO, affila notevolmente, il suo complesso intento estetico/strategico.Un percorso collettivo non gerarchico, strumentalmente attento e reciproco.Dove ogni musicista (in questa occasione, siam all’incirca sui quaranta), tramite un feroce controllo/non ortodosso, si slega dalla concezione classica del proprio strumento, operando su toni e volumi in modalità controllata/continua/modulare.Libera espressione, […]

Dalila Kayros ‘Nuhk’

(Den 2013) Rifulge di salvifica ostilità manifesta “Nuhk”.Al contempo, rivendicazione d’appartenenza e gesto d’autodifesa.Fra ruggine, salsedine e calore estremo, un tutt’uno corroso ma non domo.Dalila Kayros non s’omologa in forma di ricercata tappezzeria etno.Piuttosto spalanca le porte, al caos montante che tutto travolge.Non lo respinge e lo accoglie.L’orrore in divenire c’attende chiamata, scorto nel lampo […]

Gilbert Isbin / Scott Walton ‘Recall’

(Pfmentum 2012) Intreccio meraviglioso di corde “Recall”.Melodiche, emozionali, ben oltre ogni steccato di genere.Gilbert Isbin è compositore/chitarrista belga di qualità sopraffina.Un’ipotesi strumentale la sua, in grado di coniugar impro/jazz, polveri Fahey e cristalli di folk inglese (vedi l’omaggio nel 2000 a Nick Drake).Da qualche anno, completamente dedito allo sviluppo di una visione attuale del liuto […]

Abdul Moimême ‘Mekhaanu (La forêt des mécanismes sauvages)’

(insubordinations Label 2012) Lisbona non è mai stata avara di musicisti interessanti per quando riguarda l’ambito impro più o meno elettroacustico, Rafael Toral, Manuel Mota, Ernesto Rodrigues, David Maranha, Margarida Garcia, tanto per fare qualche nome, e adesso nella mia personale checklist, anche il chitarrista Abdul Moimême. Tra l’altro si tratta di una scena a […]

James Adler ‘James Adler & Friends’

(Ravello 2013) Brillante davvero questa prova di James Adler, nella duplice veste di esecutore ed autore. Nel primo caso, egli è brillante interprete di opere di autori americani del Novecento, da quelli storici come Leo Ornstein e Paul Turok, a giovani promettenti come Seth Bedford. Se il brano di Ornstein è sorprendentemente ripetitivo e cantabile, […]

Robert Carl ‘Shake the Tree’

(Innova 2013) Se un critico acuto e preparato come Alex Ross ha elogiato il compositore americano Robert Carl per la sua straordinaria gamma di generi e stili toccati, un motivo ci sarà senz’altro. Le ragioni di questo giudizio ci sono confermate da questo cd Innova, dedicato a parte della produzione pianistica dell’autore, che va da […]

Alexandr Vatagin ‘Serza’

(Valeot 2013) Bellezza screpolata e compressa, quella contenuta in “Serza”.Trenta minuti praticamente da manuale, cinematografici, aperti e gentili.Dove lo scricchiolio digitale, incontra camere acustiche, intrise d’umori che profuman di terra (Mantova).Delicata intimità, accesa da folate di noise armonico/depotenziato e corde vibranti d’arpeggio.Una terza prova per l’ucraino Vatagin (violoncello, synth e laptop. Cofondatore della Valeot, anche […]

Jason Robinson ‘Tiresian Symmetry’

(Cuneiform 2012) Una big band (avant/bop) in grande spolvero, quella approntata dal sassofonista/compositore/improvvisatore Jason Robinson.Parata di complessità epidermiche, ritmicamente travolgente (in deliquio ammirevole, tra frenetiche stecche funk ed esasperazioni appiccicoso/tropicali).Il corpo Africa sognato/idealizzato dagli Stati Uniti, in tiro lisergico (moderato/torbido).Pulsa, scarta e s’aggroviglia.Spazi aperti e compressioni improvvise, urti e scorribande notturne fiato in gola.In nevrotica […]