Peter Garland ‘Plain Songs’

(Cold Blue Music 2025)

Continua la serie di registrazioni della Cold Blue Music dedicate al repertorio solistico del compositore americano Peter Garland (n. 1952), uno degli esponenti di spicco del postminimalismo di area californiana. Dopo averci proposto diversi lavori di Garland per pianoforte (il suo strumento d’elezione) e per percussioni (in un caso, vibrafono; in un altro, gongs) – da noi già recensiti sulle pagine “kathodiche” – è ora la volta di queste Plain Songs per organo solista, affidate alle sapienti mani di Carson Cooman, uno dei più stimati organisti viventi, oltreché compositore incredibilmente (data la sua relativamente giovane età) prolifico. Come recita il sottotitolo – “love comes quitely, after Robert Creeley” – l’ispirazione per queste pagine proviene dai versi di R. Creeley (1926-2005), poeta ammirato da Garland per la “semplicità e chiarezza” del suo linguaggio poetico. Qualità che trovano una corrispondenza naturale nello stile di Garland, fautore da diversi decenni di una semplificazione del linguaggio compositivo e nel ritorno a una “radiosa consonanza”. I sette movimenti in cui l’opera si articola sono infatti caratterizzati da ampie e luminose sequenze accordali da cui si generano linee melodiche, le quali vengono ripetute, allungate (anche sfruttando la capacità dell’organo di sostenere a lungo le note), sottoposte a variazioni (soprattutto in termini di dinamica). Il tutto in maniera graduale e ponderata – “love comes quitely”, per l’appunto – sì da trasmettere un senso di intimità e serenità nell’ascoltatore.

Voto: 8/10

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