Ultraphallus ‘The Art Of Spectres’

(Sub Rosa 2016)

Quarto album per la band di Liegi formata da Phil Maggi
(voce, elettronica, samples, tromba e percussioni), Xavier Dubois
(chitarra), Ivan Del Castillo (basso) e Julien Bockiau
(batteria).
Sette brani di evoluta devastazione noise rock a
randello nodoso/chiodato.
Dall’epico impatto dell’opener The
Blood Sequence
, fra Unsane e Distorted Pony
(“Punishment Room”) con il meccanismo del riff perso in
meandri death, alla lisergia tutta soffocamenti, schegge e ululati al
cielo di Madrigal Lane, passando per il gancio melodico alla
Wipers che apre lo sfascio desertico/astrale di Let Him Be
Alistair
con il suo carico di urbane lamentazioni alterate.
The
Death Of Mark Frechette
a rifiatar spigolosa in salsa Bowie
/ Suicide, Whitewasher ed Eva Ionesco a
mescolar ingranaggi Swans e metal (i Voivod della prima
e il doom in disidratazione terminale della seconda).
Feedback,
pulviscolo post industrial, tese atmosfere western e grovigli avant a
galleggiar come polvere che s’alza su ogni cosa.
Sinister
Exaggerator
dei Residents chiude senza botto.
Di
disperata originale contemporaneità “The Art Of
Spectres”.

Voto: 7

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