Paul Elwood and The Invisible Ensemble ‘Nice Folks’

(Innova 2015)

Il favoloso Invisible Ensemble – mix esplosivo di voci, sax, trombone, chitarre, basso, percussioni e tastiere – guidato sapientemente da Paul Elwood al banjo e alla voce (e qui arricchito dalla presenza di Famoudou Don Moye, già percussionista del leggendario Art Ensemble of Chicago) ci offre dodici brani davvero ben “confezionati”, la maggior parte dei quali a firma dello stesso Elwood, dove il folk cui allude il titolo viene rivisitato alle luci del jazz contemporaneo. Largo spazio è affidato alle libere improvvisazioni dei solisti, ma mai si perde l’equilibrio d’insieme, né il senso di una direzionalità ben precisa: l’interplay tra i musicisti è affiatato, l’intreccio di melodie suadenti e ritmi trascinanti è irresistibile. Ciò che più colpisce è l’abilità nel passare da scanzonati ritornelli bluegrass o suggestioni melodiche mediorientali a progressioni ritmiche e intrecci polifonici complessi e talora magmatici, quasi sfociando nel free jazz più sfrenato per poi tornare al clima vernacolare e contagioso che pervade la maggior parte dell’ottima musica qui eseguita. Un gran bel modo per dar nuova linfa a tradizioni musicali ancora ricche di risorse espressive; tenendo sempre desta la curiosità puramente musicale, specie nei momenti o nei brani più “astratti” e nient’affatto “folk-inflected”.

Voto: 10

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