
(Third Man/2026)
Instancabile nella sua voglia, ed esigenza, di condividere la sua urgenza creativa e il suo profondo legame al miglior rock-blues, Jack White a ridosso del tour nel quale ha promosso l’ottimo e precedente ‘No Name’ è tornato subito in studio per registrare questo suo settimo lavoro con la band rodata che lo ha accompagnato in giro per il mondo, formata da Patrick Keeler alla batteria, Dominic Davis al basso e Bobby Emmett alle tastiere.
Diciamolo subito, senza girarci intorno: si evince senza ombra di dubbio la sua profonda passione per l’hard-blues degli anni ’70 che fa principalmente riferimento ai Led Zeppelin! Detto ciò si può procedere con la recensione nella quale va evidenziato che il disco è intriso di un’energia frenetica e selvaggia, come si addice ai migliori dischi rock’n’roll. Proprio in questo Jack White dimostra di essere un ottimo performer, perché ha voluto incarnare l’essenza selvaggia del rock e portarla avanti, rivendicandola! Ciò emerge da perle quali Nobody Knows, nella quale non fa sentire la nostalgia dei White Stripes, come nell’esplosiva Dollar Bill.
Con Derecho Demonico l’artista di Detroit ci inonda con un blues elettrizzante che potrebbe fulminarci se lo ascoltassimo a tutto volume, mentre in Thick As Thieves gli assoli ansiogeni si alternano a momenti di assurda velocità.
Non mancano momenti in cui vuole strafare come in She’s In a Frenzy, ma non possiamo non apprezzare, perché questo suo aspetto pretenzioso è sintomo di una generosità che è propria di chi si sente profondamente legato alle radici del blues.
Voto:9/10
