Shuko Mizuno ‘Electronic Music Works’

(Three Shells, Inc. 2026)

La label Three Shells, Inc., con questa nuova uscita contribuisce alla riscoperta di uno dei più importanti compositori della musica elettronica giapponese del secondo novecento. In questi tre cd troviamo l’intera produzione su nastro e sintetizzatori di Shuko Mizuno, materiale fondamentale recuperato dagli archivi personali a rischio di scomparsa. Shuko Mizuno è stato il cofondatore, insieme a Takeisha Kosugi, Yasunao Tone e Mieko Shiomi del Gruppo Ongaku, collettivo che nel 1960 diede alla luce brani come Automatism e Object, considerati capofila della ricerca sperimentale giapponese del secolo scorso.
Nello specifico il primo disco raccoglie le opere realizzate tra il 1971 e il 1974, tra cui Ikari-no Hi (Exstasis I-III) in tre parti, Electronic Music ’71, il binomio Stretta A e Stretta B e due Meditations Study, uno per il sintetizzatore Buchla e uno per il sintetizzatore Moog. Questi due brani furono creati durante il periodo trascorso da Mizuno al Mills College in California, collocando la sua ricerca sui sintetizzatori nella linea di Pauline Oliveros, di Terry Riley e della più ampia scena underground americana. Le restanti opere presenti nel Cd sono state realizzate presso l’NHK Electronic Music Studio, la storica struttura di Tokyo da cui, un decennio prima, erano emerse le fondamentali opere di musica su nastro di Toshiro Mayuzumi, Toru Takemitsu e Maki Ishii.
Il secondo Cd presenta la Symphony for Concrete in tre movimenti, del 1960, insieme alle composizioni Gyomon (Fish Patterns) del 1962, e Remote Control “Irreversible”, anche questa del 1962, una sequenza di musique concrète e opere su nastro, realizzate contemporaneamente alle prime improvvisazioni del Gruppo Ongaku, così da fornire una nuova prospettiva di studio sulle attività del collettivo.
Il terzo Cd completa il quadro con i materiali di partenza per la Symphony for Concrete: studi sugli oscillatori, tre studi per pianoforte, due brani per organo e una registrazione sul campo effettuata nel 1960 alla stazione del Museo Keisei. Questi materiali, i particolari ritagli sonori che hanno permesso l’assemblaggio della sinfonia, offrono una visione insolitamente dettagliata del metodo di composizione della musica elettroacustica di un artista agli albori degli anni ’60. Il box nel suo complesso offre all’ascoltatore esempi importanti di musica elettronica che risulta attuale oggi come visionaria ieri, musica profonda, capace di aprire scorci di senso e tenere desta l’attenzione. In aggiunta il cofanetto contiene un approfondito libretto con le note redatte in inglese e in giapponese, per contestualizzare e fornire strumenti di approfondimento della conoscenza di questo importante musicista dedito alla instancabile ricerca di suoni che producono visioni.

Voto: 8/10

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