Jonas Mekas ‘Scrapbook degli anni ’60. Scritti 1954-2010’

Jonas Mekas, statunitense cineasta sperimentale, fondatore della rivista «Film Culture», primo direttore della Film-Makers’ Cooperative, presenza fondamentale degli Anthology Film Archives, è stato una figura importantissima del cinema underground mondiale, oltre che critico teatrale e presenza decisiva nell’avanguardia statunitense della seconda metà del Novecento. La casa editrice Quodlibet compie un’ importante operazione editoriale facendo uscire questo bel volume, originariamente del 2015, ottimamente tradotto da Tiziana Lo Porto e Giuseppe Lucchesini, con una interessante introduzione di Pier Giovanni Adamo che spiega approfonditamente la figura e l’arte di Mekas. Il corposo tomo si compone di recensioni di spettacoli, dialoghi con Judith Malina e Julian Beck dello storico Living Theatre, conversazioni con Susan Sontag, dialoghi con Pier Paolo Pasolini, riflessioni sul cinema di Maya Deren, scritti sulle riprese di The Brig, reportage dello spettacolo omonimo del Living Theatre ambientato in una prigione dei marines, che portarono l’FBI a sospettare Mekas di attività antiamericane, scritti su John Cage, dialoghi sull’arte e capitalismo culturale con Nam June Paik, Vytautatas Landsbergis e Susan Sontag, incontri con i suoi migliori amici, tra i quali Allen Ginsberg e Andy Warhol, appassionamenti, intuizioni illuminanti del mondo del teatro e del cinema, in circa cinquant’anni di ragionamenti e riflessioni sulla vita quotidiana e sulla memoria. Ogni pagina, ogni schizzo delineato da Mekas è un affascinante viaggio nella creazione artistica e nella vita dedicata all’arte, restituito al lettore in tutta la sua freschezza.

Jonas Mekas, Scrapbook degli anni ‘60. Scritti 1954-2010, Macerata, Edizioni Quodlibet, 2026