
(Rvng Intl. 2025)
Chi segue le musiche più avventurose e oblique, sicuramente si sarà già imbattuto nella Rvng Intl (si pronuncia Revenge International), label nata a Brooklyn nei primi anni 2000 e diventata in pochi anni punto di riferimento per gli appassionati grazie soprattutto alla serie FRKWYS.
Concetto centrale del progetto è quello di un incontro intergenerazionale: artisti contemporanei dialogano con pionieri o veterani mescolando così i propri linguaggi sonori per creare nuovo materiale.
Questo Volume 18 vede la partecipazione degli Horse Lords, band avant-rock di Baltimora assieme ad Arnold Dreyblatt, maestro del minimalismo e dell’elettroacustica, anche lui americano ma residente da tempo a Berlino.
Ed è proprio nella capitale tedesca che Andrew Bernstein (sassofono, percussioni), Max Eilbacher (basso, elettronica) e Owen Gardner (chitarra) si trasferiscono senza il batterista Sam Haberman che rimane negli Usa, e dopo vari anni di corrispondenza con Dreyblatt – le note stampa parlano di un percorso lungo e tortuoso- finalmente questa collaborazione prende forma.
Il disco si apre con le sonorità tipiche del compositore newyorkese, diluite nei sette minuti di Advance, estasi di droni di archi che si intensifica gradualmente con l’ingresso di basso e batteria a rendere il tutto ancora più vibrante e ipnotico.
La title track è decisamente il pezzo forte dell’album: qua l’impronta è della band di Baltimora che si scatena e tira fuori una lunga cavalcata storta dove gli schizzi del sax di Bernstein vanno ad irrobustire ulteriormente la sezione ritmica guidata dall’eccellente Andrea Belfi,compositore e percussionista fra i nomi di punta della scena sperimentale internazionale.
Gli archi ruvidi di Dreyblatt aggiungono ferocia a questo ammasso di potenza nervosa che ci scuote per 12 minuti.
Con Suspension ci riprendiamo dalla botta, e il titolo parla chiaro: torniamo dalla parti di Dreyblatt, 8 minuti di pura esplorazione armonica che ci porta verso la traccia finale Impulse Away.
L’inizio è come quello della traccia d’apertura dell’album, dove tutto sembra apparentemente fermo ed immobile, poi in modo graduale il brano si trasforma e sfocia in un delirante magnifico giocoso casino post-free-ecc. ecc.
‘Extended Field’ riesce perfettamente nel suo intento: unire e far compenetrare in modo naturale l’approccio minimalista del compositore con la forza poliritmica incalzante degli avant-rocker.
Nonostante la base di partenza sia indubbiamente teorica e accademica, Horse Lords e Arnold Dreyblatt ci regalano un opera a suo modo divertente che sprigiona vitalità, basta lasciarsi andare e non dimenticare che stiamo parlando pur sempre di Intrattenimento.
Magnifico Intrattenimento.
Voto 7,5/10
Horse Lords & Arnold Dreyblatt Bandcamp Page
