
(Computer Students 2025)
Questo lavoro è frutto dell’incontro tra i Chat Pile, band di Oklahoma City che si esprime con un noise rock/sludge metal e il chitarrista avant-garde Hayden Pedigo. La fusione, piuttosto la chimica, che si è creata è molto intrigante, perché questo disco svela nuovi livelli di complessità e visioni artistiche che sono ancora da esplorare ed evidentemente loro sono stati i primi ad averlo fatto. Questo perché vengono da presupposti musicali apparentemente opposti, ma la loro sinergia ha prodotto delle sonorità che dopo l’ascolto risultano complementari.
Inizialmente l’idea era di realizzare uno split più tradizionale, in linea con un paio di precedenti progetti dei Chat Pile, ma strada facendo, hanno optato per la realizzazione di un album collaborativo a tutti gli effetti, così sia Pedigo, sia i CP hanno realizzato un nuovo capitolo trasformativo per ciascuna delle loro opere, perché se per Hayden, questa collaborazione gli ha permesso di tradurre le sonorità country, tipicamente tranquille e profonde, in qualcosa di più sinistro, venato da una grinta viscerale e metallica, per i CP questa collaborazione ha significato l’opportunità di esplorare arrangiamenti più cupi, abbandonarsi alla manipolazione di sample e nastri e scrivere alcuni dei testi più sinceri e personali dell’intera discografia.
La complementarietà si percepisce sin da subito nel blues dilatato e da frontiera di Demon Time, che si intreccia con l’elettronica noise e sperimentale, allo stesso modo che in Behold a Pale Horse, dove la lentezza e gli arpeggi non nascondono la tensione, che al contrario trova la sua massima espressione nel post-metal apocalittico, come un leviatano inesorabile e onnicomprensivo espresso in The Matador.
Tra I brani più intriganti spicca il folk-noise di Inside.
Si tratta di un lavoro complesso che merita molti ascolti per identificarne le tante sfaccettature, tutte importanti.
Voto: 9/10
