Konstrukt & Otomo Yoshihide ‘Eastern Saga: Live at Tusk’

(Karl Records 2020)

Ci sono dei turchi che incontrano un giapponese. Senza eccedere nel determinismo culturale o, peggio, nazionale, penso che iniziare la recensione in questa maniera restituisca già molto del gusto di questo lavoro, che non è altro che la registrazione di un live al festival di Tusk del 2018. Ciò che sorprende, ma solo all’inizio e se non ci si pensa, è che i linguaggi musicali che riemergono dalle diverse anime culturali del gruppo in realtà sono perfettamente comprensibili l’un l’altro. Tra variazioni microtonali, scale esatonali, rumori bruti e tacta tra il percussivo e il digitale, c’è un amalgama speciale. All’ascolto il fluido scorre molto liscio, come un pensiero musicale lineare e logico, fatto di sviluppo in crescendo e poi di rilascio, di fuoco e di ghiaccio. L’improvvisazione radicale di questo gruppo per me è stata una grande scoperta. Esistesse una categoria per questo disco, potrebbe essere “eletnofree live”. Se non ci fosse bisognerebbe inventarla.

Voto: 8,5

Gianni Zen

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