Dan Locklair ‘Symphony N.2’


(Naxos/Ducale Music 2019)

Il compositore Dan Locklair, nato nel 1949 nel North Carolina, è il protagonista di questa produzione discografica targata Naxos, nell’ambito della serie denominata American Classics. E molto “americana”, nel senso che andrò a spiegare, è la musica orchestrale di Locklair; a partire dalla Symphony N.2 (2016), non a caso sottotitolata America. I tre movimenti in cui la sinfonia si articola richiamano, già nei titoli – Independece Day, Memorial Day, Thanksgiving Day – tre festività che rivestono una grande importanza nella cultura degli Stati Uniti. Se l’utilizzo massiccio di canzoni folk, inni, marce, e altre fonti popolari, richiama il polistilismo di marca Ives-iana, dall’altro lato la stabilità armonica, le asimmetrie ritmiche, la purezza melodica, l’equilibrio formale e la complessità polifonica fanno sì che questo lavoro si inserisca a pieno titolo nel solco dell’opera di autori come Hanson, Harris, Schuman, Copland. Sono, queste, caratteristiche che ritroviamo anche nel Concerto per organo e orchestra (2010). Centro emotivo del brano, articolato nei canonici tre movimenti, è il movimento centrale – Canto to God and dog – in cui l’Autore sviluppa e intreccia due temi di grande afflato spirituale. Molto suggestivi gli impasti timbrici ricavati dal dialogo tra organo, timpani, fiati e archi. I movimenti esterni si contraddistinguono per la spiccato vitalismo e l’indefessa energia; specie nel movimento finale, l’organo a tratti sembra spogliarsi delle sue vesti sacre per immergersi in situazioni più terrene, musicalmente vicine – in certe sonorità e soluzioni ritmiche – al mondo del jazz. Chiudono la raccolta Hail the Coming Day e Phoenix, scritti in un unico movimento; entrambe le composizioni si sviluppano, con vigorosa chiarezza, a partire da una sorta di fanfara. La Slovak National Symphony Orchestra guidata da Kirk Trevor e – nel concerto, che vede la partecipazione dell’organo solista di Peter Mikula – da Michael Roháĉ, esegue con grande sicurezza e trasporto queste brillanti e intense pagine, che vanno ad arricchire la sempre più florida tradizione del sinfonismo americano contemporaneo.

Voto: 8

Filippo Focosi

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