(Atrito-Afeito 2015) Due fluttuazioni di elettroacustica statica dal Canada. Meccanismi di produzione homemade che si accendono, ruminano, s’inceppano e ripartono, mics a contatto nel mezzo (o dentro). Un paio di volte mi alzo a controllar che non vi siano problemi all’impianto. Isolazionismo di matrice concreta o tappezzeria cigolante? Quel che penso a riguardo, sfocia greve […]
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(Long Song Records 2014) Interessante opera “Chaos And Order” del quartetto No Pair. Sax tenore, chitarra elettrica e batteria, alle prese con le composizioni del clarinettista pugliese Francesco Chiapperini. Sei brani elastici ad intersecar visione jazz, asprezze rock e sezioni libere. Di molto settanta in alcuni frangenti (i saliscendi dell’iniziale EDAG, la conclusiva NoPair) in […]
(Atrito-Afeito 2015) Tre lunghe composizioni dal Canada, penzolanti fra rintocchi drone music e ricerca elettroacustica. L’iniziale The Aethernauts, soundtrack per il corto di animazione omonimo del portoghese Frederico Penteado (visionabile su fpenteado.co.uk), a maggior tasso sfrigolante. Dust Model For An Imperceptible Time suddivisa in due movimenti (Alluvium e Moon Tinge), ad emetter cupe rifrazioni cosmiche, […]
(Flexion Records 2014) Trenta pianoforti (+ quello del compositore e conduttore Jacques Demierre nella conclusiva Free Fight), ripresi dal vivo nel 2012 a Ginevra, durante la tre giorni della rassegna Cataclysme Piano. Quattro mareggiate impetuose, dove nel primo movimento si addizionano corde pizzicate e tasti percossi, procedendo poi come nebulosa armonica nel secondo movimento, che […]
(Discus Music 2015) Sin dal primo ascolto Julie Tippets mi ha qui ricordato Joni Mitchell, e il fatto che anche il critico di Jazzwise lo abbia notato mi conforta oltremodo. Io ci sento, a volte (soprattutto nella magnifica Stalking the Vision e a sprazzi nella parte più movimentata e incalzante dell’altrettanto magnifica Secret/Lily Polen) anche […]
(Discus Music 2015) Questo album doppio è il terzo lavoro del duo composto da Hervé Perez (laptop, fiati) e Martin Archer (laptop, fiati, tastiere), per l’occasione arricchito dalle percussioni di Peter Fairclough. Nei due dischi (il primo più astratto, il secondo più ritmico, come recita il comunicato stampa di presentazione del lavoro) rumori sintetizzati, elettroacustici […]
(Discus Music 2015) Influenzato dallo stile improvvisativo della Association for the Advancement of Creative Musicians (AACM) di Chicago, che ha visto tra i suoi protagonisti artisti del calibro di Anthony Braxton e Wadada Leo Smith, questo lavoro documenta le performance offerte dalla superband guidata da Martin Archer nel tour britannico del 2014. L’album rivisita, alla […]
(pFmentum 2015) Ogni anno, se non incappo in tre o quattro uscite del trombonista/compositore Michael Vlatkovich, un poco mi preoccupo. Grazie a Dio “Ask 7”, mi conferma una buona tenuta dell’artista. Composizioni rilassate intrise di leggera e sospirante malinconia (la lunga Madam Why), a marciar con passo svelto da big band jazz (Missing C The […]
(Babel Label 2015) Espansioni e contrazioni ritmiche, inarrestabili e spesso irresistibili, screpolature elettroniche, spiritualità jazz, evoluzioni dub memori del post punk. L’urto della cultura da club ed elevazioni rituali. Un quartetto da sballo quello intercettato dalla britannica Babel Label. Lascelle Gordon (percussioni/elettronica), fondatore dei Brand New Heavies, tour come dj con A Certain Ratio, batterista […]
(Eh? 2015) Quattro casalingate per violoncello, clarinetto e cartone. Da Washington Dc, Gary Rouzer, improvvisatore e sperimentatore, di solito alle prese con strumentazione homemade, elettronica, nastri e oggetti amplificati. In questo caso nudo e crudo, ci tiene a farci sapere che non vi sono elettronicherie né manipolazioni di sorta. Bene? Strusciamenti, raschiamenti e qualche allungo […]










