
(Produzione propria 2026)
Assomigliano, in questo ultimo “La corazzata Potemkin” (incredibile dictu), ad un primo e molto sommario ascolto (Una contro tutte), a qualche oramai lontana colonna sonora del compositore greco Kyriakos Sfetsas (i due film musicati per il regista Pavlos Tassios, tra tardi Settanta e primi Ottanta), i nostri Sincopatici: un “ensemble” non novizio (“sa va san dire” specializzato in soundtrack di onusti film) capitanato dalla pianista e chitarrista (elettrica) Francesca Badalini.
Dall’iniziale Uomini e vermi il violino di Silvia Maffeis (che ricorda molto quelli del buon Kyriakos e pare la cosa migliore del disco) striscia agile sui cinque brani (tutti di cospicuo minutaggio) mentre la leader classicheggia marziale (Dramma sul ponte). Il bassista Andrea Grumelli e il batterista Teo Ravelli contribuiscono da par loro a creare un melange tra (austero) progressive rock e sensazioni grossomodo “etniche”, con risultati mediani (Il morto chiama). La scalinata di Odessa è robusta di prammatica, ma senza particolari guizzi.
Passabili.
Voto: 6/10
