
(Autoprodotto/2026)
“Qui non passa” è ufficialmente un esordio, ma in realtà non lo è, perché chi si nasconde dietro il nickname Residuo non è altro che Tommaso Sampaolesi, che ha alle spalle altre esperienze simili, quale Il Tipo di Jesi, inoltre ha militato negli indimenticabili .cora ed è tuttora membro degli ottimi Esseforte.
Originale come sempre, instancabile nella ricerca di nuove soluzioni concettuali e sonore, questa volta l’approccio di Sampaolesi è stato proprio quello di valorizzare il residuo, eliminando il superfluo. Questo lavoro, infatti, è composto da sedici schegge di brani, caratterizzati da un sound scarnificato e creato esclusivamente con una chitarra acustica e successivamente campionato, processato e trasformato fino a rendere irriconoscibile l’origine timbrica.
L’approccio utilizzato dall’artista marchigiano è quello che più di una volta evoca il primo Bugo, quello più sbilenco, scarnificato e per certi versi sperimentale e autarchico, vuoi per le distorsioni (Oceano ruvido), vuoi per la title-track con la sua incostanza e avanti e indietro di un sound contratto, o ancora per la chitarra scordata di Terra che preme.
Tuttavia, si tratta di evocazioni, perché il lavoro non è minimamente evocativo, in quanto contiene una sua originalità, inoltre intriga per la capacità di Sampaolesi di valorizzare il residuo.
Il residuo che resta, in realtà è molto più essenziale di quanto si immagini, perché in questi ventitré minuti Sampaolesi riesce a trovare la sostanza fondamentale della musica.
Voto: 8/10
Residuo ‘Qui non passa’ Bandcamp Page
