
(INSUB Records 2026)
Per questioni lavorative, il compositore Laurent Güdel si trova, tra il 2018 e il 2020, grazie a finanziamenti pubblici, ad interagire con diversi importanti studi di elettronica, luoghi istituzionalizzati dalla storiografia musicologica e templi della musica elettronica contemporanea. Attraverso residenze presso l’Elektronmusicstudion EMS di Stoccolma, la Radio Belgrado, il KSYME di Atene, il Willem Twee di Den Bosch e il Computer Music Center della Columbia University, il compositore si immerge nella ricerca elettronica e si adopera per portare alla luce una contraddizione che rileva nella sua composizione elettronica: cioè quanto la formazione di musicista autodidatta DIY, dedito alla pratica improvvisativa, possa condizionare il lavorare in studi all’avanguardia creati grazie a finanziamenti pubblici, studi dove, e qui si riprende il titolo dell’album, viene prodotta ‘musica di Stato’. Güdel si approccia ai sistemi modulari con approccio “profano”, forzando le possibilità degli strumenti degli studi, “sporcando” le sonorità prodotte, creando affascinanti mondi sonori che si dispongono “sconosciuti” all’orizzonte sonico dell’ascoltatore. In questo modo si interroga e interroga l’ascoltatore su cosa significhi lavorare sulla soglia, oscillando tra progetti che comportano artigianalità e istituzionalità, tra organizzazione e pura sperimentazione, non fornendo una risposta che possa confortare ma mantenendo costante la tensione musicale.
Voto: 8/10
Laurent Güdel ‘State Music’ Bandcamp Page
