
(Go Down/2025)
Con “The Future Is Now” i Mad Dogs giungono al terzo disco con cui confermano la loro attitudine di portavoce qualificati di quel sound che ha trovato il punto di congiunzione tra hard rock svedese degli anni ‘90, proto punk e punk melodico di matrice australiana.
In questi undici brani il quartetto, infatti, dimostra di sapersi destreggiare tra accelerate, assoli, rallentamenti, melodie e ballate sferraglianti. Badate bene non è un ossimoro, perché i Mad Dogs riescono a sviluppare ulteriormente la lezione impartita dagli Hüsker Dü da un lato e dalla tradizione del hard rock melodico dei ’70 dall’altro. Se prendiamo It’s Not Late Tonight, parte con chitarre roteanti e inarestabili, che sono la base per un cantato tirato, ma non troppo e prosegue in modo scheggiato e avvolgente, ma con la voce che attenua la spinta hard. Questo brano fa il paio con Black Sheep, una ballata proto-punk avvolgente, nella quale in alcuni momenti sono più melodici degli Hüsker Dü, mentre in altri si lasciano andare ad un punk accelerato di matrice svedese, con tanto di assoli di chitarra.
Particolarmente attraente è No More Lies, nella quale il quartetto trova la quadratura del cerchio tra assoli della sei corde e accelerate tra hard e punk alla The Hellacopters, gruppo che sicuramente ha ispirato la stessa title-track, mentre in Go Ahead (Don’t Give Up) le sonorità sono più assimilabili al punk-rock australiano.
Coerenti come pochi i Mad Dogs se ne fregano delle mode e dell’hype, macinando rock’n’roll come se non ci fosse un domani.
Voto: 7/10
