Intervista con Marek Lukasik, direttore del Lars Rock Fest di Chiusi, in provincia di Siena

Secondo appuntamento con la serie di interviste a direttori artistici di Festival, in giro per l’Italia, che mi interessano e che si approcciano, secondo me, alla Musica in maniera caratterizzante, provando a dare un loro punto di vista peculiare sulla musica contemporanea. La prima intervista che ha dato il via a tutto è stata quella con Paolo Francesco Visci, direttore dell’IndieRocket Festival di Pescara, in Abruzzo (qui). Oggi approfondisco la conoscenza del Lars Rock Fest di Chiusi, in provincia di Siena, giunto quest’anno alla decima edizione. Ne ho parlato con Marek Lukasik, direttore artistico del Lars Rock Fest, che mi ha raccontato come nasce, si vive e si progetta un piccolo ma agguerrito festival musicale di “periferia”.

Prima di tutto, buon compleanno Lars Rock Fest!
Grazie mille!

Veniamo all’intervista e iniziamo dall’origine, come è nata l’idea del Festival, 10 anni fa?

Un gruppo di appassionati, stanchi di doversi sobbarcare ore di viaggio per vedere un concerto, che ha avuto la fortuna di incontrare e stimolare l’interesse di un’amministrazione comunale illuminata.

Come è strutturata attualmente l’organizzazione del Festival? Quante persone ci lavorano? Quanti volontari?

Lavorare è logorante. Se lo facessimo per lavoro, perderebbe quell’alone di divertimento e di incazzature gratuite e diventerebbe la quotidianità. Invece essendo tutti volontari abbiamo questo legame di odio\amore costante. Per l’edizione del 2022 abbiamo sfondato il numero dei 100 volontari. Quest’anno sicuramente il numero crescerà.

Quando iniziate a pensare e programmare al cartellone del festival?

A pensarci… dal giorno successivo. Ma trattasi spesso di utopie. Rimaniamo comunque un festival gratuito della provincia del Centro Italia: scomoda logisticamente e povera come offerta economica. Quindi dobbiamo seminare bene durante l’anno per poter ottenere dei buoni frutti a tempo debito. Anche perché nel corso degli anni ci siamo imposti questa vena esterofila con un taglio piuttosto non così “hype” e purtroppo l’Italia, da alcuni punti di vista musicali, non può competere con il mercato musicale europeo. Quindi diciamo che dobbiamo essere bravi a capire per tempo i movimenti degli artisti.

Come viene effettuata la selezione degli artisti e artiste?

Essendo un’associazione di volontari, solitamente cerco di carpire gli umori e le richieste di chi poi effettivamente riesce a realizzare il festival, ovvero i volontari. Dopo si procede a verificarne la fattibilità. Altra fonte importantissima è il sondaggio online che chiediamo di compilare ai nostri avventori a fine manifestazione, nel quale chiediamo dei feedback e consigli. Diverse volte si è attinto anche da questa fonte inesauribile: il pubblico, è ciò che ci permette di ripartire di anno in anno.

Oltre alla musica il festival propone eventi come Open Book e Simpatia per il Diavolo. Di cosa si tratta?

Simpatia per il diavolo è un progetto nato in collaborazione con il collettivo Becoming-x con la collaborazione del Comune di Chiusi:
Durante il Lars Rock Fest vogliamo esporre nell’area del festival e in tutta la città di Chiusi decine e decine di poster che rivendichino anche visivamente diritti e opzioni che adesso paiono essere diventate tabù.
In tempi come questi dove qualunque dissenso, per quanto minoritario, viene demonizzato e bastonato, metaforicamente e no, invitiamo tutti gli artisti e le artiste (settore grafica, foto, disegno, illustrazione) a scegliersi la parte, quella del torto

Open Book, durante il festival rappresenta il punto finale della rassegna ‘Gec&Book’: ovvero incontri di presentazione libri a tema musicale e non solo. Spesso dal libro si prende spunto per fare delle tavole rotonde o talk sul tema in essere.
E durante il festival tutto ciò vede il capitolo conclusivo con una sorta di piccola fiera dell’editoria indipendente. Quest’anno ospitiamo circa 15 editori, molti dei quali andranno a coinvolgere il pubblico in orario pre-concerto con talk e\o presentazioni.

Volgendo uno sguardo indietro, quali sono state secondo voi le edizioni più caratterizzanti?

Sarei banale, ma ti direi tutte. Ognuna ha caratterizzato ciò che siamo stati e ciò che siamo diventati. Facendo un rapido sondaggio tra alcuni dei volontari, l’esito è:
2015, soprattutto il concerto degli Unknown Mortal Orchestra. Le prime difficoltà a gestire più persone di quante ce ne saremmo aspettate. Allo stesso tempo capire che si riesce a portare a suonare ‘in casa’ i propri artisti preferiti…e costringere le persone da lontano a spostarsi e venirci a trovare.
2019, il concerto finale con i Wolfmother. Mai visto a Chiusi il parco così pieno di persone.

Mi hai già risposto sopra: quelle con un maggior riscontro di pubblico?
Ovviamente 2019. La domenica con i Wolfmother era tutto pieno come mai prima. Preoccupazioni anche per una questione logistica di gestione.

Usate i social per promuovere e documentare il festival? Se sì quali preferite? Li ritenete strumenti necessari per aiutare a conoscere il Festival?

Nel 2023 è impossibile non usare i social per documentare o promuovere il festival. Purtroppo o per fortuna si usano tutti quelli ammissibili. Sulla preferenza, non ti saprei dire. Onestamente io li uso poco. Ogni volta rompo le scatole al povero Andrea che segue i nostri social per chiedere informazioni o viceversa. Principalmente IG, comunque: attualmente è quello più diretto e con il bacino d’utenza migliore.

Come viene recepito il Festival dalla Regione Toscana? Siete radicati sul territorio?

In Toscana a livello politico, bene. Molto bene.
In un borgo piccolo come Chiusi, contiamo più di 100 volontari, di età trasversale. Alcuni dei volontari risiedono a più di 100 km di distanza. Alcuni da pubblico sono diventati conoscenti, amici o staff nel corso degli anni.

Lars Rock Fest 2022

Una riflessione, il festival fa parte o ha fatto parte di network nazionali e internazionali? Per fare un confronto penso al festival internazionale di cinema e documentario a tema musicale Seeyousound che aderisce al Music Film Festival Network https://mffn.org/

Personalmente, seguo da anni l’evoluzione di Seeyousound, progetto che apprezzo molto. E’ stimolante la riflessione, che apre a diversi altri spunti. Comunque no, il Lars non fa parte di alcun circuito o network. Essendo un’associazione di volontari, non ci è mai capitato di valutare l’ipotesi di perdere la nostra connotazione indipendente. O vedendo il rovescio della medaglia: non abbiamo la possibilità di fare una programmazione così a lunga durata come viene richiesto in questi casi.

Dal presente al futuro: state già iniziando a pensare a qualche nome per il 2024?

Pensare si, certamente. Mi è arrivata in questi giorni anche una proposta addirittura per il 2025. Ma non abbiamo le spalle coperte e la possibilità di fare valutazioni così a lungo. Prima dobbiamo riuscire a gestire l’edizione 2023 e portarla al termine 😀

Link: Lars Rock Fest Home Page