Impubblicabile Intervista

Intervista a Marco Criante e Francesco Torresi creatori del collettivo di fotografia Impubblicabile

Quattro chiacchiere digitali con il collettivo di fotografia Impubblicabile, che lo scrivente ha incrociato, tra uno scatto e l’altro, in alcuni concerti in giro per la regione Marche.

1. Prima domanda, e a seguire le altre: chi siete nella vita quotidiana?

Siamo Marco Criante e Francesco Torresi due calienti maschi mediterranei che non sono bravi a presentarsi.

2. Come è nata l’idea di Impubblicabile? Perché la fotografia?

(Nella foto Morsura) Impubblicabile! nasce dall’idea di unire due nostre passioni/ossessioni compulsive che sono la musica e la fotografia. Il progetto non prende vita in un momento ben preciso, durante un concerto o in un determinato locale, ma è stato il semplice prendere coscienza e concretizzare quello che già facevamo da mesi e anni: fotografare tutto e farlo con la nostra visione e la nostra idea di fotografia che è poi quella che secondo noi ritornava come immagine più veritiera di questo micromondo. Nello specifico l’idea è quella di utilizzare un un linguaggio diaristico, violento e anti-fotografico con l’intento di dare un volto all’”underground marchigiano”, inesistente ai più, ma vivo più che mai, fatto di luoghi e persone che si sbattono continuamente, rigorosamente e necessariamente d.i.y. Questo scenario, lontano dalle dinamiche delle grandi città e dalle mode del momento, dislocato su un vasto territorio, disperso tra “giungla” e “medioevo”, pregno di “extreme people” (cit.) e volumi di suono disumani non poteva che essere IMPUBBLICABILE!

3. Come scegliete i soggetti da fotografare e rendere “impubblicabili”?
Alla fine viene tutto molto naturale, di solito ci limitiamo semplicemente ad alzare la macchina e scattare quando c’è qualcosa che richiama la nostra attenzione. Anche se sembriamo distratti in verità siamo li che osserviamo continuamente tutto: soggetti, dettagli che ritornano, situazioni particolari, colori, strumenti, giubbetti punk/metal, disagi, amarezze e gioe. A volte capita che i soggetti sono impubblicabili ma loro non lo sanno e altre che lo sanno troppo, allora li è come fare delle semplici fototessere.
Per quanto riguarda i gruppi invece tendenzialmente scattiamo indistintamente ai live in cui siamo presenti, spesso utilizzando il flash, allontanandoci dalla fotografia da live vaporosa che spesso non rispecchia la situazione e la musica.

4. Come vi approcciate ai soggetti suddetti?

(Nella foto Evil Spell) Spesso non c’è un vero e proprio approccio, ed i soggetti ritratti non sono in posa ma fotografati mentre guardano i concerti o in altri momenti della serata. Altre volte invece capita di fare conoscenza con qualcuno e tra una birra e un’altra di scattare qualche foto, il tutto di solito in maniera naturale.

5. Avete mai pensato di collaborare con altri “impubblicatori”? E/o con musicisti? Ma, poi, secondo voi esistono altri “impubblicatori”?

Per ora abbiamo collaborato con Outloud zine, una rivista super d.i.y. di Mantova/Brescia, per la realizzazione della nostra prima fanzine, mentre con alcuni musicisti se n’è parlato ma ancora niente di concreto. Altri impubblicatori ce ne sono, soprattutto fuori dai confini nazionali (Londra, Berlino, U.S.A.), mentre in Italia conosciamo Closer zine che è molto figa!

6. Un soggetto che ritenete il più “impubblicabile” tra quelli che avete contattato fino ad ora? Perché?

I soggetti più impubblicabili spesso sono tra il pubblico, tra stage diving e eccessi vari, mentre il musicista più impubblicabile per ora è senza dubbio La Tosse Grassa! Se qualcuno si sta chiedendo il perché probabilmente non è mai stato ad un live del nostro, lo consigliamo vivamente.

7. Evoluzione di questi giorni la fanzine autoprodotta che mi avete accennato nella precedente domanda. Per approfondire: come è nata l’idea e come si è sviluppata?

(Nella foto Devils) Noi avevamo l’intenzione di fare un’autopubblicazione con il materiale del primo anno per dare una concretezza materiale al progetto e fare il punto. Mentre ci stavamo riflettendo ci ha contattato, come abbiamo detto sopra, Outloud zine rivista indipendente di Mantova/Brescia specializzata in fanzine; gli autori erano interessati al nostro progetto e al fatto che nelle Marche ci fosse un underground così vivo, e per noi era anche un modo per promuovere il tutto fuori dai confini marchigiani. I ragazzi hanno curato sia la scelta delle immagini, sia gli aspetti grafici. Con loro ci siamo trovati molto bene e da questa collaborazione è nata la prima fanzine IMPUBBLICABILE! + Outloud zine. Per questo ringraziamo ancora I ragazzi di Outloud Zine, GRAZIE!!! :*

https://www.facebook.com/outloudfanzine/
https://www.instagram.com/outloud_zine/

8. Come vi rapportate con il mezzo fotografico? Preferite essere radicati su Instagram o vi piace anche esporre dal vivo?

Senza dubbio preferiamo il “live”, ci piace decisamente di più esporre dal vivo e far vivere il tutto in maniera concreta, trovare nuove soluzioni per ogni spazio, stampare (momento in cui una fotografia si realizza) e il contatto con le persone. Inoltre anche la disposizione delle immagini, i vari formati della carta permettono di creare situazioni differenti ogni volta. Instagram è invece preimpostato, statico. Se da un lato ha rivitalizzato il mondo “social” della fotografia che stava un po’ morendo su altre piattaforme dall’altro lo ha reso ancora più dispersivo e volubile, con un semplice scroll l’immagine scompare e se non hai fatto caso a chi l’ha postata è anche difficile da ritrovare. Instagram è stata un’esigenza, nel senso che era il social che in maniera instantanea e gratuita ci permetteva di dar vita e visibilità a IMPUBBLICABILE! ed è un ottimo strumento per farsi conoscere.

9. A questo proposito dove avete esposto? Come vi è sembrato, spazi, pubblico ecc.?

Nonostante il progetto abbia solo un anno e mezzo l’attività espositiva è stata alquanto viva, abbiamo fatto mostre nei vari circoli culturali marchigiani: Reasonanz (Loreto), Dong (Recanati), passando per i centri sociali TNT (Jesi), CSA SISMA di (Macerata), e nei vari festival come l’Only Fucking Labels (festival di etichette indipendenti) e il recente Ratatà (festival di illustrazione, fumetto, editoria indipendente). Cerchiamo di fare installazioni specifiche per ogni spazio che incontriamo a seconda delle esigenze del luogo, spesso ci troviamo ad esporre nel circuito musicale in ambienti adibiti per concerti e quindi non molto abituati a mostre e quant’altro. Lo stesso discorso più o meno vale per il pubblico, col fatto che abbiamo esposto parecchio durante live e festival, molti vengono lì per la musica, ma c’è da dire che l’attenzione verso il progetto è cresciuta e la risposta del pubblico è sempre più positiva ed interessata.

10. Dalla parte della macchina fotografica che ne pensate della scena musicale italiana? Meglio fotografarla che sentirla dal vivo o su album?

(Nella foto Kill Your Boyfriend) Sicuramente sentirla dal vivo o su album! La dimensione del live è quella in cui siamo cresciuti, e cuore pulsante di IMPUBBLICABILE! se viene fuori un gruppo nuovo o che non conosciamo la prima cosa che ci viene spontanea è cercare di ascoltarlo/vederlo dal vivo. Sicuramente la scena musicale italiana attualmente è molto valida, non è raro trovarsi a live di gruppi che non si conoscevano e che invece stupiscono in positivo. Crediamo comunque sia importante riportare la musica in un contesto più legato al live, visto che ultimamente c’è la tendenza ad associarla a talent show od a fenomeni da Youtube. Dal punto di vista fotografico invece non sempre i gruppi migliori sono anche i più “fotogenici”.

11. Domanda finale: progetti futuri?

L’idea è di evolvere il progetto ad una dimensione più documentaristica, sempre con la nostra attitudine e stile e sempre nell’universo musicale, senza comunque abbandonare la forma diaristica attuale, che continuerà nei/nel social, e dare vita anche ad un’altra costola di IMPUBBLICABILE! più d’indagine e più strutturata. Per ora basta così, senza dire di più, altrimenti la spoileriamo e soprattutto ce la gufiamo prima del tempo!

Link: Impubblicabile Istagram Page

(Nella foto Cosmetic)

(Nella foto In Zaire)